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lunedì, 15 Agosto 2022

Covid, Brusaferro: “Siamo in vantaggio ma la partita non è terminata”

19.06.2022 – 10:00 – Nell’ambito del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari, organizzato dall’Associazione Leali come occasione propizia, per il pubblico, per conoscere meglio specifici argomenti, ma anche per sapere come le notizie vengono raccolte, esaminate, trattate e divulgate, terminato nell’Isontino nella giornata di ieri dopo dodici giorni di incontri, il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, parlando dell’attuale situazione pandemica e del suo contenimento nel Paese, ha messo in guardia la cittadinanza dichiarando che gli italiani stanno giocando una partita dove al momento sono in vantaggio ma che il percorso per arrivare al novantesimo è ancora lungo. “Non dobbiamo abbassare la guardia” – ha assetito il medico friulano. Rispondendo alla domanda su come potrebbe diffondersi il Coronavirus con l’arrivo della stagione autunnale e come affrontare il crescente numero di casi degli ultimi giorni Brusaferro ha spiegato che “a fronte di tantissimi infettati o reinfettati, l’impatto ospedaliero e i casi di morte sono ora piuttosto limitati. Al momento, ha specificato il Presidente, la nostra popolazione convive con il virus, grazie alla copertura immunitaria ottenuta grazie alla grande campagna vaccinale degli scorsi mesi la quale ha registrato una adesione del 90%; un’adesione che, nonostante le diverse controversie del caso, ha rappresentato un vero e proprio atto di fiducia dei cittadini nei confronti delle istutuzioni e della scienza e, per tale motivo, “ci guardano anche dall’estero” – ha sottolineato Brusaferro. A non sottoporti al vaccino anticovid, infatti, come ricordato dal numero uno dell’ISS, è stata “una quota limitata di persone”, circa 5 milioni, e i vaccinati con quarta dose, poichè fragili, sono già oltre un 1.130.000 (Dato: Il Sole 24 Ore). In merito ad una eventuale quarta dose per tutti, il Presidente ha risposto che la situazione sarà “valutata appena avremo i dati. L’Italia insieme a Stati Uniti, Francia, Germania è tra i Paesi più avanzati nel raccogliere i dati, quindi il nostro Paese non si farà cogliere impreparato nell’affrontare una eventuale nuova ondata. Nel frattempo “occorre proteggere i più fragili, sono coloro che pagano il prezzo più alto” – ha concluso Brusaferro.

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