13.06.2022 – 12.05 – Nella zona della Trieste romano-medievale, all’incrocio tra via delle Mura, via Sporcavilla e via Pozzo di Crosada è presente una zona di verde incolto, di proprietà di un privato. La zona è delimitata da un vecchio muro che include un arco storico e alcuni elementi caratteristici del periodo cinquecento-seicentesco; mentre all’interno la zona si sviluppa con un avvallamento in parte di rifiuti, in parte di alberi ed erbacce. La zona rappresenta un’apertura panoramica notevole nell’altrimenti affollatissima Cittavecchia, le cui viuzze raramente si aprono a larghi spazi. La zona era stata oggetto di un recupero illegale alcuni anni orsono, con l’apertura del cancello e la trasformazione dell’area in un mini giardino; a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine la zona era stata nuovamente abbandonata, il cancello serrato d’alcuni lucchetti e la zona era stata nuovamente abbandonata.
In un’area dove praticamente risulta impossibile costruire nulla di nuovo, l’isola verde rappresenta terreno appetibile per gli investitori: si tratta d’altronde di una zona strategica, a un passo dal frequentatissimo locale “Cemut”, dalla taverna-istituzione “Sapori Greci” e dalla stessa Piazza dell’Unità. Col ritorno del turismo di massa la zona è nuovamente di forte interesse, nonostante gli evidenti ostacoli: al di là delle rimanenze della Trieste moderna (1500-600), il sottosuolo contiene i reperti della Trieste romana già precedentemente posti in salvaguardia nella zona circostante, all’interno di quel percorso archeologico sulla strada del colle di san Giusto che ancora stenta ad affermarsi.
Che fare? Il Piccolo riportava che vi è un progetto per un albergo di lusso, la cui costruzione si erigerebbe in altezza, con una disponibilità di sessanta camere. L’investimento ammonterebbe a 30 milioni di euro, ma sembra collocarsi in una prospettiva ancora lontana: tante le autorizzazioni, i “se” e le incertezze del progetto, connesse ai permessi della Soprintendenza. Non sembra, nel calcolo della zona, essere stata considerata l’opinione dei residenti, i quali avrebbero la visuale occultata da un nuovo edificio in una zona molto affollata; andando a eliminare una delle (involontarie) oasi verdi sopravvissute nel centro cittadino.
[z.s.]


