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mercoledì, 10 Agosto 2022

Cabinovia, si riaccendono le polemiche dopo la presentazione della stazione a terra

26.06.2022 – 15:00 – Dopo la “street parade” organizzata lo scorso 17 Giugno 2022 dal Comitato “No Ovovia” capitanato dall’architetto William Starc e la presentazione del progetto stilistico della stazione a terra illustrato dall’archistar romano Massimiliano Fuksas lo scorso Giovedì 23, si sono riaccese, in questa prima settimana di estate, le contestazioni al progetto del Comune di Trieste per la realizzazione della cosiddetta Cabinovia Metropolitana Trieste-Carso, un sistema di trasporto a fune che andrà a collegare il cuore di Trieste con l’Altipiano Carsico, attraverso un percorso che andrà dai rinnovati spazi dell’antico scalo giuliano fino ad una meta non ancora ufficialmente stabilita ma ritrovabile in un’area compresa tra Campo Romano e Montegrisa. Questa volta, ad aggiungere legna al bracere delle proteste, la sede triestina del Partito Animalista Italiano la quale, attraverso un comunicato recante la firma del referente Fabio Rabak, ha espresso il suo disappunto sul progetto poichè ritenuto “funesto” e “in contrasto con le normative di tutela ambientale”; soprattutto – si legge nel comunicato diffuso dal Partito – per quanto concerne il disboscamento del “Bosco Bovedo” un sito ritenuto unico “non tanto per il numero delle specie presenti quanto per una particolarissima associazione vegetale ed animale”. “E’ stupefacente che il Sindaco e la Giunta sottovalutino questi fatti a favore di un progetto che comporterebbe un rovinoso disboscamento del Bovedo, – si legge nel comunicato del PAI – inoltre ci rammarica ancora di più notare da parte dell’Amministrazione un senso di superiorità nei confronti di chi non condivide questo folle progetto, che si manifesta con un costante disdegno e un’irritante altezzosità. Sarebbe importante che tutti si rendessero conto di come il Bovedo rappresenti un sito naturalistico di livello continentale – spiega il Partito nella nota -. un comprensorio che deve essere protetto dalla speculazione edilizia e che va tramandato, intatto, alle future generazioni. Non è sufficiente che il Piano Regolatore protegga questa meraviglia della natura ma sta nella coscienza dei cittadini preservare quei luoghi da infausti piani che, un po’ alla volta, erodono uno dei tanti piccoli paradisi che Trieste non ha coscienza di avere” – ha concluso il referente giuliano del Partito Animalista Italiano.

Ulteriori critiche, poi, sono state mosse dal consigliere comunale di Punto Franco Trieste, Francesco Russo, il quale ha espresso il suo parere in merito al design della futura stazione a terra della cabinovia definendolo “interessante dal punto di vista estetico ma lo vedrei bene piuttosto in alta montagna nell’ambito della partenza della coppa del mondo, invece che nel Porto Vecchio”. “Il tema vero – ha continuato Russo – è che si nasconde ancora la difficile realizzazione di quest’opera (la cabinovia, ndr); il fatto stesso che sia stata ripresentata in un contesto nel quale si parlava di turismo svela il fatto che quest’opera rischia di non essere realizzata. Se avrà finalità turistica – ha asserito Russo – il PNRR non potrà pagarla; quindi vorrei che il Sindaco e l’Amministrazione ci spiegassero chi pagherà quell’opera se sarà un’opera turistica”. “La presa in giro dell’Ovovia si sta realizzando – ha affermato il Consigliere di Punto Franco – oltre ai problemi ambientali che ci sono e che sono al vaglio della Regione FVG. Purtroppo se andiamo avanti così quei soldi li perderemo. Noi – ha concluso Russo – da subito abbiamo offerto la nostra disponibilità ad operare su un progetto alternativo, legato alla mobilità via tram, innovativa ma al passo delle città europee più avanzate”.

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