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lunedì, 4 Luglio 2022

Trieste, piazza Garibaldi: “Una situazione conosciuta che sta degenerando”

18.04.2022 – 11.39 – Un nuovo episodio di violenza a Trieste, questa volta in piazza Garibaldi. Ne aveva parlato il quotidiano locale, Il Piccolo: negli ultimi tempi erano state diverse le occasioni di intervento in zona da parte delle autorità, tra cui un episodio di spaccio e un accoltellamento. A essere fermato un cittadino straniero dopo che, in evidente stato d’ubriachezza, aveva aggredito fisicamente alcuni clienti di un locale il 15 aprile. Era intervenuta la Polizia di Stato e tutti erano rimasti illesi. Negozianti e residenti si sono detti fortemente scossi dall’incremento di questo tipo episodi, e hanno richiesto ai consiglieri della quinta circoscrizione una maggior presenza delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore tra la sera e la prima mattina. “L’ultimo episodio violento in zona piazza Garibaldi evidenzia una situazione conosciuta che sta degenerando”, ammettono da Lista Dipiazza e aggiungono “il servizio delle forze dell’ordine va quindi sostenuto e nello stesso tempo integrato con tutte le azioni possibili per migliorare la sicurezza, da condividere quindi anche la richiesta di maggiori risorse da parte del Governo centrale per i presidi sul territorio”.

A tutti gli effetti, situazioni violente si ripresentano a cadenze regolari nella zona di piazza Garibaldi. Lo hanno fatto presente i sindacati di polizia: “L’ennesimo fatto reato di piazza Garibaldi riporta un faro oramai acceso perennemente sulla situazione sicurezza della città. Una delle tante dinamiche che potenzialmente poteva finire in tragedia – scrive in una lunga nota Fabrizio Maniago, segretario generale del SIULP di Trieste – nessuno però vuole parlare del vero problema”. Piovono critiche pesanti dal SIULP. Maniago illustra nel dettaglio la modalità esecutiva per le espulsioni, attività in capo all’ufficio immigrazione e “prerogativa del Questore – spiega il segretario generale – che con le attuali normative dai tempi contingentati e stringenti, di fatto comporta che vengano effettivamente accompagnati alla frontiera un numero di stranieri che si contano sulle dita di una mano”. E rincara: “Alla recente festa della Polizia, il Questore ha esposto i lusinghieri risultati che palesano l’impegno dei Colleghi sul campo in termini di operazioni, arresti, controlli, denunce a piede libero nonché l’attività posta in essere dall’Ufficio immigrazione che, nel corso del 2021 si sostanzia in centoquarantasei espulsioni”. Un dato “sicuramente eccellente per Trieste – continua – portato di un Ufficio competente e laborioso, che però è fallace nella misura in cui, non restituisce il dato reale. Centoquarantasei sono in effetti i provvedimenti amministrativi di espulsione la cui paternità politica cade in capo al Prefetto”. “Oggi Trieste pullula di persone che non dovrebbero rimanere in sede locale e che alimentano il circuito di quella microcriminalità – conclude Maniago – destando allarme sociale e va stroncata sul nascere. Un danno a 360° per i cittadini, per i commercianti, per gli stessi cittadini stranieri che seguono le regole dell’onesto vivere civile e sono integrati nel contesto sociale, a tacer d’altro di tutto l’apparato che su questo fronte impegna numerose risorse a vuoto”.

Sulle risorse si è espresso anche il SAP, che denuncia ancora una volta la necessità di “un controllo della sicurezza attento e capillare”. Sempre in occasione della cerimonia per il 170° anniversario della Polizia di Stato il SAP “aveva posto l’attenzione sulla situazione dell’organico. La scarsità di personale rende difficoltosa un’azione più incisiva ed attenta alle problematiche che si determinano” fa sapere Lorenzo Tamaro. La migliore prevenzione perché fatti come quelli di Piazza Garibaldi “vengano limitati il più possibile, è certamente quella di disporre di più operatori di Polizia. Non c’è dubbio quindi che quanto denunciato in questi anni dal SAP e ribadito in occasione della “Festa della Polizia””. Il sindacato autonomo di polizia insiste: “Siamo troppo pochi e l’età media è troppo elevata”.
La carenza di organico di più di diecimila unità è legata alla “legge Madia – spiega Tamaro – con il mancato turn-over, i fatti che stanno accadendo e le sfide che il nostro tempo ci chiama ad affrontare, invocano un’unica soluzione: assunzioni”, conclude.

cf

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