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venerdì, 30 Settembre 2022

Politiche abitative, PD e M5S: “Regolamento Giunta discriminatorio”

20.04.2022 – 18.00 | “Ci sono voluti quattro pronunciamenti da parte di altrettanti giudici per far sì che le politiche discriminatorie della Lega facessero un passo indietro su una tematica centrale come quella della casa. La modifica al regolamento sugli incentivi a sostegno alle locazioni imposto dall’ordinanza del tribunale di Udine è solo la punta di un iceberg. È necessario ora mettere mano alle modifiche fatte dalla Lega alla legge sulle politiche abitative che continua a sancire un principio discriminatorio”. Lo afferma la consigliera regionale Mariagrazia Santoro (Pd) commentando la delibera di giunta che recepisce l’ordinanza del tribunale di Udine (Sezione Lavoro di data 02.03.2021 nella causa n. 674/2020 R.L.) con la quale, tra l’altro, è stato ordinato alla Regione di modificare il regolamento (approvato con DPReg. 66/2020) nella parte relativa alla presentazione della documentazione attestante di non possedere abitazioni nel Paese di origine e di provenienza da parte dei cittadini extra europei.

“La marcia indietro sul regolamento – aggiunge il consigliere regionale Nicola Conficoni – è una grave sconfitta della Lega, la cui cieca demagogia ha danneggiato i cittadini bisognosi. In più occasioni avevamo evidenziato l’illegittimità della norma approvata nel 2020 dalla Giunta, senza essere ascoltati. Alla fine il provvedimento ha avuto l’unico effetto di ritardare le procedure di assegnazione dei contributi sugli affitti pagati nel 2020, creando non pochi disagi a chi ha aspettato la sua quota parte per troppo tempo”. Infine, conclude Santoro, “restano le responsabilità della Giunta Fedriga non solo per il ritardo con il quale è stata recepita una decisione del giudice, ma anche per aver sprecato tempo e denaro per inutili contraddittori che nel caso della Regione erano basati esclusivamente su ideologie discriminatorie e chiaramente in contrasto con principi costituzionali come sancito dalla stessa Corte costituzionale. Questo speriamo sia d’esempio per provvedimenti futuri, ma in prima battuta per una necessaria modifica della legge sulle politiche abitative, proprio per evitare ulteriori contraddittori e rientrare nei binari della legittimità giuridica”.

“Abbiamo più volte presentato emendamenti per sanare una situazione palesemente discriminatoria, ma il centrodestra ha sempre ideologicamente respinto al mittente ogni proposta. Ora devono arrendersi all’evidenza dei fatti” è invece il commento della consigliera regionale Ilaria Dal Zovo, del MoVimento 5 Stelle. “Abbiamo sempre sottolineato la natura discriminatoria di questa previsione, ma Giunta e maggioranza sono sempre rimaste sorde a ogni sollecitazione. E, cosa ancora più grave – continua Dal Zovo -, è mancato un intervento correttivo anche davanti alle ordinanze dei Tribunali di Udine e Trieste e a una sentenza della Corte Costituzionale .Ora, davanti all’ennesimo pronunciamento di un giudice, la Giunta si è dovuta arrendere, abrogando quella parte di regolamento che contiene la norma incriminata – conclude l’esponente M5S -. Adesso si intervenga al più presto per eliminare questa previsione anche dalla legge, in modo da evitare ulteriore confusione e per cancellare una brutta pagina per la nostra regione”.
[c.s.]

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