26.04.2022 – 12:25 – Il Comune di Trieste attraverso i suoi canali social ufficiali ha informato la cittadinanza che, il CAT, Coordinamento Autoferrotranvieri Trieste, ha proclamato per la mattinata di Giovedì 28 Aprile 2022 uno sciopero del trasporto pubblico locale dalla durata di quattro ore; avrà inizio alle ore 09:00 e terminerà alle ore 13:00. La protesta interesserà tanto il personale viaggiante (conducenti, controllori e verificatori) quanto quello tecnico ed amministrativo. Nel corso della mattinata, pertanto, potrebbero verificarsi disagi sia al servizio di trasporto che agli sportelli per il pubblico. Prima e dopo i suddetti orari, tutti i collegamenti dovranno intendersi regolari. Lo sciopero è stato indetto contro le politiche governative. “Lo sciopero è stato indetto contro il Governo Draghi quale “Governo della pandemia” e “Governo della guerra” – si legge nella nota di motivazione di adesione allo sciopero redatta da CAT –; contro la sospensione dei diritti civili e lo stato d’emergenza permanente usati per condurre, senza delega politica, il Paese attraverso scenari che ne compromettono la sovranità e il prestigio internazionale scaricando poi il prezzo di queste scelte sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori tutti: – diritto di voto: per il ritorno alle urne al fine di avere un governo rappresentativo della volontà popolare. – diritto al lavoro: contro la Certificazione verde Covid-19 e per la sua abolizione; contro il suo uso ricattatorio sui lavoratori di ogni età e le sue ricadute antieconomiche nella gestione di tutte le attività pubbliche e private. – diritto alla salute: contro lo smantellamento delle strutture sanitarie pubbliche e riduzione della loro capacità di accoglienza, contro ogni protocollo sanitario che ostacoli l’operato dei medici legati esclusivamente al loro codice deontologico; contro il travaso di soldi pubblici alle multinazionali del farmaco, a favore di una farmacovigilanza attiva e garantita, durante l’utilizzo di farmaci sperimentali. -diritto alla sovranità: seguendo i dettami dell’art. 11 della Costituzione, riconfermare il ruolo neutrale dell’Italia in ogni contenzioso internazionale come mediatore e pacificatore, tutelando gli investimenti e gli interessi nazionali all’estero. – diritto alla riservatezza: ripristino degli strumenti giuridici e delle funzioni operative del Garante per la protezione dei dati personali. – diritto all’informazione: interrompere ogni finanziamento pubblico agli organi di stampa finalizzato al controllo sociale e avvicendamento dei vertici della radiotelevisione pubblica che per due anni è stata ed è dispensatrice di suggestioni e paure” – si conclude la nota.


