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martedì, 4 Ottobre 2022

Disabilità, ritirata mozione Lega su sostegno a caregiver

31.03.2022 – 16.40 | Sostenere i prestatori di cura familiari dei cittadini con disabilità o ammalati gravi, i cosiddetti cargiver, mediante un reddito di assistenza. È quanto chiedeva alla Giunta la mozione di Alberto Budai a nome della Lega e che, dopo la sua illustrazione, è stata ritirata dallo stesso primo firmatario per accogliere i rilievi fatti dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. “Domani ci sarà un incontro con la ministra per le Disabilità, Erika Stefani, e il presidente della Consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie, Mario Brancati, e sarà mia cura trattare la questione con loro, anche perché non possiamo che muoverci in parallelo con le misure governative e quanto prevede la legge-quadro 104/1992 per l’assistenza”, ha reso noto Riccardi affermando pure la necessità di agire “tenendo in considerazione che a maggio partiranno i lavori per la revisione della legge regionale 41/1996 sull’integrazione dei servizi e degli interventi a favore delle persone handicappate”.

L’impegno per governatore e Giunta regionale voluto dalla mozione sarebbe stato di aiutare i prestatori di cura familiari prevedendo un reddito di assistenza atto a sostenere economicamente le famiglie degli assistiti, non correlato all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). “Il caregiver familiare – aveva spiegato Budai all’Assemblea legislativa – individua la persona responsabile di un altro soggetto dipendente, anche con disabilità, di cui si prende cura in un ambito domestico, pertanto è colui che organizza e definisce l’assistenza di cui necessita una persona, anche congiunta. In genere è un familiare di riferimento e si distingue dal caregiver professionale (o badante), rappresentato da un assistente familiare che accudisce la persona non autosufficiente sotto la verifica, diretta o indiretta, di un familiare. La legge nazionale di bilancio 2021 – aveva quindi fatto presente il consigliere di maggioranza – ha disposto l’istituzione del Fondo per gli interventi legislativi di valorizzazione dell’attività di cura non professionale del caregiver, diretto alla copertura finanziaria di norme per il riconoscimento del valore sociale ed economico delle attività di cura a carattere non professionale del caregiver familiare, con una dotazione nel triennio 2021-23 di 30 milioni di euro annui. C’è la necessità che la nostra Regione non abbandoni quelle famiglie che, con spirito di abnegazione, si prodigano per assistere i loro cari. Io provengo da una famiglia-tipo friulana, fatta di nonni, zii, cognati – aveva concluso prima di accogliere la richiesta di ritiro dell’assessore Riccardi – dove non ci sono problemi a trovare aiuto in caso di necessità. Ma oggi quella tipologia familiare è quasi scomparsa e in tanti si trovano con un reddito o un lavoro non adeguato per poter sostenere anche le spese di cura di un familiare o dedicargli il giusto tempo. Si tratta allora di dare loro un riconoscimento attraverso un fondo pensionistico, un aiuto che è anche morale perché si tratta di illuminare come un faro situazioni che spesso sfuggono dall’essere note”.

Sostegno all’iniziativa era giunto da Andrea Ussai (M5S), che aveva presentato un emendamento alla mozione con cui avrebbe voluto un impegno volto ad avviare l’iter per una norma organica regionale a tutela e riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, secondo una richiesta avanzata dalle stesse associazioni portatrici di interesse. “Ciò di cui hanno  bisogno – aveva sottolineato il pentastellato – è avere una rete rafforzata di servizi, non soldi a pioggia per singole persone”. Di pari tenore l’intervento di Simona Liguori (Cittadini), che sempre con un emendamento alla mozione aveva ricordato “l’opportunità che la Regione si doti di una legge regionale per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver
familiari, legge che può prender spunto dalle proposte già depositate da tempo  rispettivamente da Walter Zalukar (Gruppo Misto) e Chiara Da Giau (Pd) sull’argomento”. Più in linea con l’assessore Riccardi e la necessità sia di adeguarsi ai dettami nazionali, sia di attendere la rilettura delle disposizioni della Lr 41/1996, era stato Alessandro Basso (FdI), mentre Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) aveva sostenuto che con due pdl già depositate, ripresentare il tema dell’assistenza con una mozione voleva dire sminuire il ruolo legislativo del Consiglio regionale. “Persino le associazioni ci chiedono una norma”, aveva sottolineato. Chiara Da Giau (Pd) aveva ricordato che già a giugno 2021, in Aula, c’erano state le  promesse dell’assessore Riccardi che, “proprio partendo dalla pdl dei democratici, si sarebbe iniziato un percorso per giungere a un provvedimento a cui tutti riconosciamo la necessità e  che chiedono i portatori di interesse. Valido ragionare anche su un sostegno economico, ma queste persone chiedono soprattutto servizi e un riconoscimento di attenzione e di diritti propri, non solo della persona assistita, oltre non ultima la garanzia di un rientro al lavoro che hanno dovuto lasciare per fare assistenza”.

Riccardi aveva, quindi, fatto presente che “la norma regionale riconosce già la figura del caregiver e ne individua percorsi assistenziali integrati. Inoltre, il ruolo degli assistenti familiari quali risorse integranti del sistema a favore delle persone non autosufficienti e con disabilità è promosso anche con la collaborazione del Terzo Settore”. Illustrando, poi, le risorse messe a disposizione dalla Regione, l’assessore aveva ricordato gli 1,6 milioni di euro del triennio 2018-2020 per il Fondo caregiver, secondo una procedura che sarà replicata nel 2022; l’integrazione degli interventi per il sostegno alla non autosufficienza e alla disabilità grave con il Fondo per l’autonomia possibile e l’assistenza a lungo termine, a cui sono stati assegnati 51 mln; il Fondo gravissimi con 3,5 mln; il Fondo Sla per 1,5 mln. Perciò nel corso del 2021, in  tutto, sono stati erogati circa 56 mln di euro, e lo stesso sarà fatto nel 2022″.

“Siamo ormai a fine legislatura e non abbiamo ancora prodotto una legge regionale che dia il necessario sostegno ai caregiver, figure imprescindibili per le persone fragili o disabili,  bisognose di assistenza. La Regione ha il dovere di fare tutto il possibile per non far sentire  sole le famiglie e soltanto una normativa complessiva potrà dare al prestatore di cura la valorizzazione che meritano” ha commentato, con una nota, la consigliera Liguori al termine della discussione. È tempo – ha poi aggiunto – di arrivare a un documento ricco e condiviso in ogni suo aspetto anche dalle associazioni che sono a diretto e quotidiano contatto con i  caregiver e i loro familiari fragili”. Concetti condivisi anche dalla dem Da Giau, che tra l’altro fu tra i promotori di una proposta di legge in materia. “Nella nostra proposta di legge prevedevamo la creazione di un registro dei caregiver e l’introduzione di una sezione nel piano individualizzato dedicata agli interventi a favore del caregiver, fossero di formazione, di sostegno fisico e psicologico, di aiuto alla conciliazione dei tempi di lavoro, cura e vita, di riconoscimento delle competenze acquisite, di affiancamento per l’eventuale rientro nel mondo del lavoro dopo la fine della necessità di assistenza – ricorda la dem che, commentando le parole dell’assessore ha constatato che – ci hanno fatto intendere che non ci sarà una legge specifica sul caregiver.”.
[c.s.]

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