24.03.2022 – 15.55 – Il trasporto delle merci non avviene solo attraverso navi e container, ma prevede anche un’ampia messe di materiale burocratico: permessi, dazi e carte varie. La velocizzazione di questi processi garantisce, a propria volta, un traffico fluido e rapido. Non sorprende allora gli sforzi per digitalizzare anche questi processi, trasferendoli online. Dopo la sperimentazione sul gate di accesso di HHLA per la Piattaforma Logistica di Trieste, un altro esempio proviene dalla Samer&Co Shipping. I porti di Trieste e Pendik, in Turchia, hanno infatti sperimentato il primo Corridoio Logistico Internazionale. Attraverso tecnologie proprie dell’Internet of Things e gli “eSeals” (sigilli elettronici), è stato possibile identificare rapidamente e senza errori tutte le merci in entrata e in uscita, senza necessità di compilare sfilze di moduli o lasciapassare. La sperimentazione è stata possibile grazie al progetto europeo FENIX; la fase successiva del progetto prevede un’ulteriore digitalizzazione a valenza anche doganale, con il coinvolgimento diretto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana e delle dogane turche. L’operazione rientra appieno tra i tentativi, operati dal mondo portuale, di sfruttare l’industry 4.0: dagli algoritmi intelligenti, ai computer quantistici, al passaggio al cloud.
“Siamo lieti di avere completato positivamente (dopo quelli relativi agli altri Corridoi Logistici internazionali realizzati tra i porti di Spezia e Casablanca in Marocco e tra i porti di Genova e Alexandria in Egitto) anche questo progetto pilota – ha dichiarato il presidente e Ceo di Circle, Luca Abatello – . Come sottolineato in altre occasioni, la principale innovazione apportata riguarda la trasmissione anticipata dei documenti al porto di destinazione ancor prima che la nave sia partita, sfruttando gli strumenti evoluti federativi di digitalizzazione implementati da Circle Group e resi interoperabili con i sistemi informativi di DFDS e degli altri attori portuali e logistici coinvolti”.
[z.s.]


