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giovedì, 6 Ottobre 2022

Un’Italia mezza gialla: Ffp2, boom di test rapidi e Green Pass rafforzato

03.01.2022 – 11.00 – La Penisola si tinge di giallo, o almeno per metà: entrano infatti oggi sotto questa zona cromatica altre quattro Regioni, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia, unendosi a Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria, province autonome di Trento e Bolzano.
Con le nuove misure introdotte dal governo e valide fino al 31 gennaio 2022, tra zona bianca e gialla si rilevano in realtà pochissime differenze: una delle più rilevanti era fino ad ora l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, ma con l’ultimo decreto l’uso della mascherina è stato ‘rinforzato’ in tutta Italia.
Inoltre, per accedere a mezzi pubblici, treni, aerei, cinema, teatri è necessario indossare la Ffp2. Misure che rimarranno attive fino alla fine dello stato di emergenza che, per ora, è fissato al 31 marzo.

Il decreto Natale vede anche l’estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato per il consumo al banco in bar e ristoranti e, a partire dal 10 gennaio 2022 la Certificazione Verde rafforzata sarà estesa ad altre attività come le piscine al chiuso, palestre e sport di squadra; musei e mostre; al chiuso per i centri benessere; centri termali; parchi tematici e di divertimento; al chiuso per centri culturali, centri sociali e ricreativi; sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; alberghi e altre strutture ricettive compresi i servizi di ristorazione prestati all’interno degli stessi anche se riservati ai clienti ivi alloggiati; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose; sagre e fiere; centri congressi; servizi di ristorazione all’aperto; impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici; piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all’aperto; mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.

Fino al 3 gennaio sono stati inoltre sospesi eventi, feste e concerti che implichino assembramenti in spazi all’aperto. Chiuse anche le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico.
In tutta Italia si è inoltre osservato un aumento dei contagi con un appesantimento della struttura dedicata al tracciamento dei casi, con file e ritardi per l’inserimento dei dati relativi ai vaccini e ai tamponi: proprio per questo motivo il Governo ha deciso di cambiare procedura, sbloccando il Green Pass con il semplice esito negativo del tampone molecolare o antigienico e non più con il certificato di guarigione.

Per quanto riguarda invece la quarantena per i positivi e contatti stretti, il Governo, in una circolare risalente al 30 dicembre, sottolinea come “Per chi è sempre stato asintomatico, o è asintomatico da 3 giorni, ha ricevuto il booster (terza dose) o ha completato il ciclo vaccinale (due dosi) da meno di 120 giorni, la durata dell’isolamento è di 7 giorni. Al termine deve effettuare un test antigenico o molecolare”. Nessuna modifica per chi invece ha sintomi: resta l’isolamento di 10 giorni, al termine del quale dovrà seguire un test antigenico o molecolare.
Al momento della scoperta della positività il green pass viene automaticamente sospeso. Poco dopo l’esito del tampone si riceve una mail o un sms che comunica il blocco. Attualmente la procedura per lo sblocco non è immediata, perché in primis la struttura sanitaria che ha effettuato il tampone deve inviare l’esito sulla piattaforma nazionale; se l’esito è negativo il paziente deve inviarlo al proprio medico di base; il medico di base emette il certificato di guarigione e provvede allo sblocco del green pass sulla piattaforma nazionale attraverso la funzione ‘annulla blocco‘.

Visti però gli obblighi che scatteranno i prossimi giorni, nonché le difficoltà ricettive verificatesi in questo periodo festivo, il Governo ha deciso di far scattare il ‘doppio automatismo’: visto che il tampone positivo sospende il green pass, il tampone negativo lo deve riattivare. I tecnici stanno modificando gli algoritmi in modo che sulla piattaforma nazionale e sulla App Io venga registrato in tempo reale il cambio di condizione del cittadino e non ci siano ritardi nel nuovo rilascio del Green Pass.
Non deve inoltre rispettare la quarantena chi ha avuto contatti stretti con un positivo se ha due o tre dosi da meno di 120 giorni, ma deve indossare la FfP2 per dieci giorni. Chi invece si è vaccinato da più di 120 giorni deve stare in quarantena 5 giorni e uscire con tampone negativo, per chi invece non è vaccinato restano i 10 giorni, uscendo poi con tampone negativo.

Una foresta di nuove misure e cambi di scenario che portano, inoltre, ad un boom dei tamponi antigenici rapidi che, negli ultimi giorni, hanno preso il posto dei molecolari, riservati ai casi clinici più complessi.
Una virata che porta però con sé il dubbio sull’effettiva efficacia di questo strumento: a rassicurare ai microfoni del TGR – Friuli Venezia Giulia è Maurizio Ruscio, già Direttore dei laboratori analisi di Asugi, che rimarca come “I test antigenici rappresentano una valida alternativa nelle persone sintomatiche”. Secondo uno studio tedesco infatti “il 79% dei test risponde a requisiti minimi di sensibilità e specificità e sono validi nella fase acuta dell’infezione”, anche se, al contempo, “questo stesso lavoro evidenzia che il 21% di test non riconoscono i positivi anche a titolo elevato per cui possono dare dei falsi negativi” conclude Ruscio.

[c.c]

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