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lunedì, 5 Dicembre 2022

Lo strano caso delle campane di Dolina. Sequestrato il sistema sonoro della Pieve

12.01.2022 – 15:00 – Nelle scorse ore, l’Autorità Giudiziaria ha messo sotto sequestro l’orologio campanario della Chiesa di San Ulderico Vescovo e Confessore, a Dolina, frazione di San Dorligo della Valle. La motivazione, va ritrovata all’interno di una petizione lanciata diversi mese fa da alcuni residenti del piccolo comune sito nell’hinterland triestino, i quali lamentavano l’eccessiva rumorosità e frequenza di rintocchi delle campane parrocchiali le quali, secondo loro, disturberebbero le attività quotidiane. Successivamente, la bizzarra polemica tra residenti e la parrocchia della suddetta Pieve, si è spostata dalla piazza alla magistratura e, pertanto, l’Autorità Giudiziaria ha proceduto sul caso attuando un sequestro preventivo del sistema sonoro del campanile per evitare l’ulteriore protrarsi dei continui e ripetuti scampanii recanti disturbo.

Per fare maggiore chiarezza sulle vicenda abbiamo contattato l’Ufficio alla Cultura del Comune di San Dorligo il quale ci ha risposto che il Municipio ha le mani legate sulla vicenda ma che, prima di arrivare a questo punto, sarebbe stato opportuno indire un incontro pubblico tra i paesani e l’amministrazione parrocchiale. Raggiunta quest’ultima, il Reverendo Klemen Zalar ha spiegato ai nostri microfoni che il cosiddetto “contenzioso delle campane” è nato nel lontano agosto 2019 quando, nel corso di un temporale, un fulmine aveva colpito il campanile della chiesa danneggiandone completamente l’intero sistema di suoneria e di controllo dell’orologio; un danno enorme costato alla parrocchia oltre 8000 euro. “A causa del malfunzionamento creato dal fulmine – ha spiegato Zalar – è successo che qualche volta le campane hanno suonato senza preavviso. L’orologio non ha funzionato per 6 mesi. I tecnici hanno progressivamente individuato i problemi e, dopo molteplici tentativi e verifiche, hanno provveduto a sostituire l’intero sistema”.

Nel frattempo, tuttavia, ignoti hanno colto l’attimo per avviare un’azione contro le campane affermando che, il suono dei rintocchi dell’orologio e lo scampanio erano stati modificati e attivati intenzionalmente in vari momenti del giorno.

“Nel 2020 poi – ha spiegato il Reverendo – è stata lanciata una petizione per raccogliere firme contro il suono delle campane. La raccolta, a mio avviso, si è svolta in modo molto inopportuno, in quanto le persone che firmavano non erano informate con lo scopo della petizione e hanno firmato addirittura alcuni membri del consiglio e del coro della Chiesa. Per tutto questo tempo ho dimostrato apertura a questa parte della comunità, ricevendola nell’ufficio parrocchiale e ascoltando le sue richieste. Nel giugno 2020 – ha continuato Zalar – ho raggiunto un accordo con i firmatari e ho cambiato il saluto mattutino alla Vergine “Ave Maria” dalle 06:00 alle 07:00 del mattino; ho fatto escludere i rintocchi notturni dell’orologio dalle 21:00 alle 07:00, facendo ridurre l’intensità dei rintocchi diurni dell’orologio al minimo”.

Nonostante la Parrocchia abbia fatto il possibile per assecondare le richieste dei residenti più esigenti “a distanza di un mese – ha spiegato il Reverendo – i portavoce dei firmatari hanno continuato  a chiamare e scrivere lettere molto accese, manifestando la loro insoddisfazione e chiedendomi di spostare il saluto alla Vergine (il quale dura 1 minuto e 30 secondi) non più alle 07:00 ma bensì alle 08.00 e di smettere di suonare le campane relative alle funzioni religiose (durante il periodo covid ci sono stati tanti funerali) e di togliere i rintocchi dei quarti d’ora. Questo mi ha sconvolto molto e, dopo svariate richieste da parte dei miei parrocchiani (molti lamentavano di non riuscire più a sentire il suono delle campane in quanto ormai troppo basso, ndr) ho deciso di riportare il saluto alla Vergine Maria di nuovo alle ore 06:00, mentre in segno di rispetto dei manifestanti ho lasciato i rintocchi diurni al minimo e l’esclusione dell’orologio notturno”.

“Per queste questioni – ha continuato Zalar – mi sono trovato varie volte in caserma, dove fui persuaso con l’idea che l’intera comunità volesse il cambiamento. E’ successo inoltre che durante lo svolgimento di funzioni religiose, in particolare matrimoni e funerali che si sono svolti nella vicinissima chiesa parrocchiale di San Martino, fui chiamato dalla caserma dei Carabinieri con richieste di spiegazioni sul motivo del suono delle campane. Cosa mai successa prima”.

Oggi, come sottolineato dal Reverendo, sono molti gli abitanti di Dolina pentitisi di aver sottoscritto la petizione. Alcuni dei firmatari, poi, sono deceduti ed i loro parenti hanno chiesto di far suonare le campane durante il loro funerale, scusandosi, dicendo che non sapevano cosa avessero firmato.

“Al mio arrivo a Dolina, circa due anni fa, – ha dichiarato Zalar – non mi sarei mai permesso di cambiare una secolare tradizione, quella delle campane, che è rimasta invariata da secoli e secoli e tramandata attraverso gli scampanatori locali da generazioni in generazioni. Per tanto l’unica colpa che ho è quella di aver lasciato quello che ho trovato“. Riguardo l’ultimo atto della vicenda, quello del sequestro, “un grande merito va ai paesani e ai nuovi residenti che hanno firmato senza leggere e a coloro che hanno firmato e non risiedono nemmeno nel Comune di San Dorligo della Valle” – ha concluso il Reverendo.

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