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martedì, 29 Novembre 2022

Asugi, 200 sospensioni e 150 assenze per malattia

11.01.2022 – 13.15 – Il virus riprende la corsa e l’attività chirurgica negli ospedali della regione si riduce. Di ieri la nota del vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi che, al termine dell’unità di crisi, ha fornito il quadro della situazione delle Aziende sanitarie e degli istituti Cro di Aviano e Burlo Garofolo di Trieste, che hanno adottato la modalità di riorganizzazione ospedaliera riducendo l’attività chirurgica del 40%, preservando gli interventi oncologici e quelli di fascia A. Oggi, in occasione della conferenza di Asugi sulle vaccinazioni in ambiente protetto  vaccinazioni anti-covid effettuate in sicurezza, con la presenza dell’anestesista ed équipe dedicata su utenti esposti al rischio di sviluppare gravi reazioni avverse in seguito alla somministrazione del vaccino -, il  direttore sanitario Andrea Longanesi ha confermato le parole del vice presidente: “Abbiamo centocinquanta assenti circa perché sono positivi al Covid – dichiara all’Agenzia Dire – ma è un numero che cambia quotidianamente”. Sono invece duecento le sospensioni dovute a mancate vaccinazioni o differimenti della vaccinazione. “È una situazione difficile – continua – siamo attivi circa al 60% come attività chirurgica, e abbiamo molti pazienti fermi in pronto soccorso perché gli altri reparti vengono convertiti in reparti Covid”. La causa di così tante infezioni è da individuare anche nel contagio all’interno del nucleo familiare: “L’ospedale da questo punto di vista è un luogo molto più sicuro che altre parti. Qui ci sono tutte le protezioni, molti più dispositivi e molta più attenzione. A casa propria non è così” precisa. Massacranti i turni che i sanitari si trovano ad affrontare per la mancanza di personale: “Abbiamo fondi per incentivi, poi abbiamo fondi regionali per incrementare i turni e pagare i fuori orario di servizio – racconta Longanesi – e poi in parte sono state ridotte le attività, e così possiamo ricollocare il personale. Dobbiamo essere molto plastici in questo e garantire le priorità, gli interventi chirurgici di classe A (da garantire entro 30 giorni), le urgenze e le emergenze”, conclude.

b.b

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