23.12.2021 – 12.45 – La sentenza è attesa per il 12 gennaio, ma la richiesta del pm Montrone è chiara: un anno e sei mesi, senza condizionale. Prosegue il processo a Ugo Rossi, consigliere comunale tra le fila del movimento 3V: lo scorso 21 settembre si era reso protagonista di una protesta sfociata in colluttazione con i Carabinieri della Stazione di Guardiella, uno dei quali ha accusato la rottura di un timpano. Tutto era iniziato quando una esponente dei 3V si era presentata alla filiale postale di viale Sanzio a Trieste senza mascherina, rifiutando di indossarla anche dopo essere stata invitata a farlo. La discussione si anima e arriva Ugo Rossi. La situazione degenera, e il consigliere viene accusato di oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Gli avvocati della difesa, Pierumberto Starace e Giuseppe Turco, hanno chiesto l’assoluzione.
La replica di Rossi: “Ieri (il pm Montrone ndr.) mi ha dipinto come un pericoloso criminale, rendendomi onore. Veramente sono disgustato – afferma Rossi – Un anno e sei mesi: invece di indagare per tentato omicidio nei miei confronti e abuso di potere che ho subito dalle forze dell’ordine quel giorno”. Rossi sostiene che la rottura del timpano del Carabiniere in servizio quel giorno sia stata tutta una farsa: “Dalle testimonianze risulta chiaro che il Carabiniere abbia simulato una rottura del timpano, che non c’è stata”. La richiesta della difesa di una perizia a riguardo è stata rifiutata. “Se dovessi essere condannato – aggiunge – siamo subito pronti a fare appello e abbiamo già presentato una denuncia nei confronti dei Carabinieri. Di certo non ci fermeremo neanche in caso di condanna. Io sono innocente, sono una vittima della situazione”. Al termine dell’udienza è arrivata una nuova notifica per un procedimento a carico del trentenne friulano: “La Digos di Trieste mi ha notificato un ennesimo procedimento penale, avviato nei miei confronti per i fatti del varco IV del porto di Trieste: mi contestano l’interruzione di pubblico servizio e istigazione a violare le leggi”. “Un accanimento da parte del pm – conclude – Mi indigno”.
mb.r


