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sabato, 3 Dicembre 2022

Trieste riparte dalle opere pubbliche: tutti i progetti (e i fondi) in campo

10.11.2021 – 09.27 – Fondi “speciali” per il Porto Vecchio, fondi ministeriali per le scuole, fondi dalla Regione Friuli Venezia Giulia, fondi dall’Unione Europea e dulcis in fundo, fondi dal Pnrr: Trieste, nonostante la conquistata fama nazionale di città “ribelle” e “No Green Pass”, riceverà nei prossimi mesi ingenti finanziamenti statali che permetteranno di rimodellare radicalmente il tessuto urbano. Come attestano le transenne presso il canale Ponterosso e i binari ormai invasi dalle erbacce del Tram di Opicina si tratta in realtà di un involontario effetto dei ritardi accumulati dai lavori pubblici nell’ultimo biennio: proprio mentre arrivano i fondi per i nuovi progetti triestini, dall’ovovia, al Porto Vecchio, continuano anche i lavori precedenti, piagati dalla mancanza di materie prime caratteristica degli ultimi mesi e dalle procedure burocratiche irrisolte.
Il sindaco Roberto Dipiazza ha in tal senso parlato di un finanziamento di 200 milioni totali, come riportato anche da un’intervista de Il Piccolo.
Teoricamente i fondi andrebbero a ripartirsi tra i 33 milioni per il Museo del Mare, i 10 per l’impianto stradale nel Porto Vecchio, 5 per Roiano, 9 per la galleria di Piazza Foraggi, 5 per l’ex meccanografico, 2 per il Tram, 1 per la Tripcovich, 1 per i campi da Paddle, 2 per la palestra di San Giovanni, 12 per la biblioteca di palazzo Biserini, 48 per l’ovovia, 40 per rifare le infrastrutture del Porto Vecchio e 30 per le scuole.

Non si tratta certo di novità, nell’ambito triestino; e infatti molte sono opere pubbliche rimaste ferme o bloccate. Il cantiere di Galleria Foraggi stenta a decollare a causa del rincaro delle materie prime; e il prezzo risalito alle stelle di mattoni & cemento insidia anche lo stesso Museo del Mare, sul quale si appuntano le controverse modifiche dell’archistar Consuegra. Rimanendo nell’ambito del Porto Vecchio ancora assenti dall’orizzonte gli investimenti privati necessari a un recupero integrale dell’area, sebbene intanto il Magazzino 26 venga utilizzato per mostre ed eventi con una certa continuità e il concorso per il responsabile direttivo del Museo del Mare abbia superato la sua prima prova. Sembra invece trovare un sbocco il cantiere per il recupero della nuova sede di Esatto, ovvero l’ex Meccanografico di Campo Marzio, a fianco del Museo ferroviario: la storica impresa Riccesi Spa dovrebbe a breve iniziare i lavori.
In generale, sull’intero programma di interventi e costruzioni, pesa il paradosso che attanaglia molti paesi occidentali: c’è un’ampia disponibilità di fondi, dopo un lungo periodo di austerity e ristrettezze, ma nel contempo vi sono forti carenze energetiche e di materie prime.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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