16.11.2021 – 07.01 – Un dialogo tra la Ministra dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro con il giornalista scientifico di Corriere Innovazione Massimo Sideri e una Lectio Magistralis intitolata Data Fighting Pandemics (“I dati per combattere le pandemie”) della scienziata Vittoria Colizza, responsabile della ricerca presso l’INSERM (Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica). Si inaugura così il nuovo anno accademico della SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.
L’evento si terrà il 17 novembre a partire dalle ore 11.00 nell’Auditorium SISSA del Campus di Miramare. A tenere la prolusione sarà il nuovo Direttore della Scuola Andrea Romanino.
L’apertura dell’anno accademico della Scuola triestina coincide anche con l’inaugurazione del Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza che si terrà dal 17 al 20 novembre presso la SISSA.
Vittoria Colizza, PhD in fisica alla SISSA nel 2004, nominata Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella, terrà un intervento alla Opening Ceremony. Oggi a capo del laboratorio EPIcx dell’INSERM, Colizza, epidemiologa computazionale, si occupa dello studio delle epidemie attraverso modelli matematici ed è consulente per la pandemia del Presidente Macron.
Torna alla SISSA, suo trampolino di lancio nella carriera scientifica, per raccontare del
background scientifico e storico della disciplina di cui si occupa, dei limiti e dei punti di
forza dei modelli di analisi, con un focus sulla pandemia da Covid-19.
“I dati sono strumenti usati da tempo per affrontare pandemie. Servono per descrivere il comportamento degli individui e le loro interazioni attraverso cui avviene la trasmissione che sono poi accoppiati a modelli che descrivono la progressione nel tempo dell’infezione e che ci aiutano a rispondere alla domanda: che strategia devo usare per gestire l’emergenza?”.
Fin dalla comparsa dei primi casi in Cina il suo gruppo di lavoro è stato in prima linea per supportare il governo francese nelle decisioni strategiche per affrontare l’emergenza Coronavirus.
“I modelli erano già pronti prima dell’arrivo del Covid, sono frutto di vent’anni di studi di epidemiologia computazionale sulle emergenze di tipo pandemico. Avere un’ossatura pronta è stato fondamentale nella prima ondata o ancora prima, a gennaio 2020, quando abbiamo usato i pochi dati disponibili dalla Cina per stimare i rischi di esportazione del virus in Europa e allertare le autorità. Perché questi rischi erano alti. Allo stesso tempo è naturale che i modelli evolvano in maniera specifica per ciascuna epidemia, perché il contesto e i fattori di rischio sono ogni volta differenti. Così è stato fatto anche per il Covid, e lungo le sue differenti fasi (arrivo delle varianti, inizio della campagna di vaccinazione, ecc.)”.
In una giornata in cui alle riflessioni sulla scienza si accostano quelle sulla comunicazione, la scienziata, ospitata nei talk show televisivi e intervistata spesso in questi ultimi due anni dai giornali italiani a proposito dell’andamento della pandemia, commenta anche la sua esperienza nell’arena mediatica e i punti su cui riflettere nel rapporto tra esperti e mezzi di informazione.
“È stata un’esperienza a cui non ero del tutto preparata. La difficoltà è sempre quella di cercare di semplificare il messaggio senza ridurlo alla trivialità e allo stesso tempo comunicare con trasparenza l’incertezza. È importante far comprendere che si parla di una conoscenza che evolve nel tempo, che non è dogmatica e che questo è un elemento intrinseco alla scienza.
Credo che questo sia l’elemento su cui insistere nella comunicazione e su cui dobbiamo chiaramente migliorare sotto tutti gli aspetti, partendo da quello culturale e pedagogico”.
La giornata del 17 novembre vedrà anche l’avvio di una nuova edizione del Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza organizzato dal Laboratorio Interdisciplinare della SISSA. Fino al 20 novembre, l’evento presenterà una intensa quattro giorni di appuntamenti. Il convegno torna a otto anni dall’ultima edizione sulla spinta della necessità di ricostruire uno spazio di incontro strutturato su temi urgenti e importanti. Oltre al Covid, le sfide che ci attendono a livello individuale e collettivo sull’intelligenza artificiale, sui cambiamenti climatici, sulle nuove esplorazioni spaziali, sulla personalizzazione della medicina e molto altro, non sono solo sfide scientifiche, politiche e sanitarie, ma anche comunicative. Il Convegno si propone come uno dei punti di riferimento nazionali per migliorare la qualità dei rapporti tra scienza e società di fronte a passaggi così cruciali della contemporaneità.
[z.s.]


