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sabato, 3 Dicembre 2022

I luoghi nascosti del Porto Vecchio: la Palazzina della Direzione

06.11.2021 – 07.01 – Se consideriamo il Porto Vecchio come un quartiere a sé stante, cioè come un waterfront portuale alla pari di simili agglomerati urbani nel nord Europa, ne diverrà evidente la struttura ramificata e complessa, lontana dallo stereotipo dell’essere “solo” un gruppo di magazzini. La stessa tutela nei confronti del Porto Vecchio assume valore quando si considera la somma delle parti, l’interezza della struttura portuale: paradossalmente se si fosse conservato, del Punto Franco Nord, solo un magazzino o un gruppo di edifici, la loro demolizione apparirebbe assai più giustificata rispetto alla situazione attuale, proprio perché sconnessi dal contesto urbano. In quest’ambito occorre ricordare le proposte progettuali susseguitosi nell’ambito del Porto Vecchio che evidenziano bene il grado di ignoranza quando si propone come “innovativo” il recupero dell’area: Tange (1971), Cannella (1974), Bonifica (1990), Polis (1991), Lodato (1991), Tergeste (1995), Trieste Futura (1997), Boeri (2001), Fondazione (2005), Trieste Expo (2008), Porto Città (2010) ed Enrst Young (2016). La (s)fortuna del Porto Vecchio continua ad essere dunque aver conservato l’intera ossatura urbanistica: dai polmoni dei magazzini, al cuore della Centrale Idrodinamica, alle arterie ferroviarie, fino all’epidermide dei varchi di Giorgio Zaninovich.
E il cervello? Potremmo individuarlo in un edificio simbolo dell’organizzazione portuale nell’ottocento, ovvero la Palazzina della Direzione. Non si tratta affatto di un luogo nascosto o misterioso, ma essendo collocato nella zona ristretta dall’Authority è raramente visibile nella sua interezza dai cittadini. Un’eccezione era stato il trenino predisposto durante l’esposizione del Lloyd triestino nella Centrale Idrodinamica, quando il percorso si snodava tra gli abbandonati hangar portuali. Si tratta di una struttura imponente, la quale a differenza dei magazzini principali è stata più volte rimaneggiata negli anni Venti del Novecento, dopo le devastazioni della grande guerra.

I podromi per la palazzina vanno rintracciati nella scelta, operata dal Comune di Trieste e della Camera di Commercio, di creare un Ente Portuale per i “Pubblici Magazzini Generali” (10 aprile 1880), ritenuto per convenzione oggigiorno l’antenato dell’Authority.
Successivamente la Direzione dei Magazzini Generali firmò un contratto di appalto con il Consorzio Triestino dei costruttori (12 dicembre 1889), volto a edificare rispettivamente un nuovo edificio dell’amministrazione, una espositura doganale di seconda classe e un ampliamento dell’edificio amministrativo già esistente.
I lavori iniziarono nel 1890 e presto vennero modificati in corso d’opera, con l’inserimento di un piano supplementare volto ad accogliere gli uffici dell’i.r. Ferrovia dello Stato.
L’edificio, completato il 24 marzo 1891, venne poi modificato più volte negli anni, rispecchiando la diverse veste giuridica dell’Ente Portuale che andava allargando il proprio ambito: la Palazzina rifletteva nella pietra il ruolo in cambiamento di un’Authority sempre più potente, specie con il passaggio ai punti franchi.

Foto dal sito del Comune di Trieste, l’edificio d’amministrazione

La Palazzina ospitava, nella prima metà del primo piano, gli uffici della Presidenza; l’altra metà era invece destinata ai servizi di ragioneria. Salendo d’un piano s’incontravano gli uffici della Direzione Generale (Reparto affari generali) con gli spazi deputati ai lavori protocollari e alla copisteria; accanto al reparto legale per i contenziosi e ai reparti edili ed elettromeccanici. Il pianoterra infine presentava i diversi sportelli per il rapporto con il pubblico: il reparto Cassa, Merci e l’Ufficio di presentazione e spedizione.
Il restauro del 1926 procedette a un ulteriore frazionamento degli spazi che si è conservato tutt’oggi; tra i tanti interventi da notare la scelta interessante di inserire un centralino telefonico automatico al terzo piano dentro un corpo rialzato, assieme a un nuovo locale per la copiatura dei disegni.

Sotto il profilo architettonico l’edificio ha una pianta rettangolare, con tre piani fuori terra e una soffitta. Molto particolare il prospetto posteriore, visibile parzialmente camminando nella zona cittadina del Porto Vecchio e guardando al di là delle sbarre: la struttura verticale presenta cinque piani, con due avancorpi laterali e una torretta centrale.
Come sempre fini i dettagli ornamentali, con cornici di pietra bianca per le finestre e un rivestimento a bugnato ruvido per il pianoterra e liscio ai piani superiori.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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