Green Pass, dalla politica l’appello agli operatori: “Scongiurate blocco del Porto di Trieste”

13.10.2021 – 17.00 | Lo sciopero a oltranza dei lavoratori portuali di Trieste, che chiedono la revoca del decreto che obbliga tutti i lavoratori a possedere il Green Pass pena il blocco completo del porto, rischia di creare seri danni all’economia dell’intero Paese. Da parte delle diverse forze politiche arrivano dunque appelli agli operatori affinché evitino di intraprendere una protesta di tale entità. Anche i diversi gruppi consiliari del Friuli Venezia Giulia hanno preso una propria posizione in merito e, seppur con modalità diverse, hanno invitato alla ragione i lavoratori portuali.

“Il rischio di blocco delle attività del porto di Trieste va assolutamente scongiurato” si legge in una nota diramata dai consiglieri regionali del Partito Democratico. L’appello dem si rivolge “in primis ai lavoratori”, ai quali si fa presente che la loro protesta rischia di avere effetti sul “lavoro e di riflesso l’economia non solo di una città, ma dell’intero territorio regionale”. Allo stesso tempo, il PD si rivolge anche “le istituzioni e il Consiglio regionale”, che “hanno il dovere di cercare fino all’ultimo una soluzione, anche attraverso un confronto formale tra tutte le parti coinvolte”. Proprio in tal senso, da parte dei dem arriva la richiesta di convocazione urgente della IV Commissione permanente del Consiglio regionale, nella quale vengano auditi “dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico, Zeno D’Agostino, ai rappresentanti di tutte le imprese che operano in porto, fino alle rappresentanze sindacali dei lavoratori portuali.”.

Da parte del MoVimento 5 Stelle arriva invece l’appello al buonsenso “per non danneggiare tutti”. I consiglieri pentastellati ricordano che “nel mezzo di una pandemia, la libertà è data dalla possibilità di vaccinarsi e da tutti quegli strumenti che limitano il propagarsi dell’infezione e che impediscono di trovarsi costretti a nuove chiusure.”. Da parte dei consiglieri dei 5 Stelle non c’è una stigmatizzazione della protesta: “Rispettiamo le posizioni di tutti – evidenzia infatti la nota del MoVimento – anche quelle di coloro che, per dubbi o contrarietà, hanno deciso di non vaccinarsi o di manifestare pacificamente contro l’applicazione del green pass e alla possibile contrapposizione di un diritto fondamentale come il lavoro con il diritto di autodeterminare le proprie scelte di salute.”. A patto, però, che queste manifestazioni non arrechino danni all’intero sistema economico nazionale: “Questa contrarietà però non può andare a danno di tutti con il blocco del porto di Trieste e le dimissioni del presidente D’Agostino, il cui lavoro è stato apprezzato in maniera trasversale – concludono infatti i consiglieri pentastellati – Deve prevalere il buonsenso e non un approccio ideologico che vuole imporre le proprie convinzioni, creando un danno economico, sociale e mettendo a rischio il futuro del più importante motore di sviluppo della città”.

Decisamente più dura, invece, la presa di posizione di Roberto Novelli, deputato di Forza Italia, che in una nota definisce “inappropriata” la reazione dei portuali. “La situazione che si è venuta a creare al Porto di Trieste è incomprensibile e soprattutto preoccupante.” spiega Novelli, che appare sconcertato dalle manifestazioni contro il decreto Green Pass: “Siamo al paradosso che le leggi possono essere contrastate e deliberatamente ignorate con i muscoli e la forza. Leggi che vanno nella direzione della tutela della salute, della ripresa dell’economia, del ritorno alla normalità. Legittimi i timori sui vaccini, ma i dati ufficiali credo siano sufficienti a smentirli. Meno legittima l’obiezione sul diritto al lavoro: lo Stato mette gratuitamente a disposizione di tutti il vaccino, e rifiutarlo comporta delle conseguenze.”. Novelli richiama quindi all’ordine: “Non è il momento della tensione, ma della responsabilità, da parte di tutti: del resto bloccando il porto cosa pensano di ottenere? Il governo non è giustamente intenzionato a fare passi indietro, forte della convinzione che i sacrifici di oggi permetteranno di mandare in archivio la pandemia.”.