Dante o Petrarca? Trieste sceglie entrambi per i 700 anni danteschi

25.10.2021 – 10.46 – A pochi mesi dalla conclusione dell’anno “dantesco” che commemora i 700 anni dalla morte dell’autore della Divina Commedia (1321-2021), il Museo petrarchesco piccolomineo di via Madonna del Mare 13 si unisce ai festeggiamenti con una mostra a carattere erudito, volto a evidenziare l’influsso di Dante sulla poesia di Francesco Petrarca. Significativamente intitolata “Pur d’amor volgarmente ragionando. L’eredità di Dante in Petrarca” la mostra è stata ideata da Alessandra Sirugo, sotto la direzione di Laura Carlini Fanfogna, già Direttore del Servizio Musei e Biblioteche.
Sebbene Petrarca non sia mai riuscito a conquistare quel ruolo nazionale, diffuso anche tra la cultura pop(polare) proprio di Dante, l’intellettuale rimane il secondo nome più citato tra i padri della lingua italiana. E non a caso, perchè solo due generazioni separano i due scrittori: accomunati dall’esilio (del padre notaio per Petrarca), ma divisi dal rifiuto dello stesso nel caso dell’autore della Divina Commedia e dall’accettazione passiva nel caso petrarchesco.

Il riallestimento ha l’ambizione di ricostruire le letture punto di riferimento dell’opera dei due poeti, cominciando dalla preferenza accordata da Dante e da Petrarca agli autori della tradizione classica e della letteratura volgare. Ne scaturisce un panteon poetico abitato dagli scrittori ritratti nella Divina Commedia e dei Trionfi, presenti nei codici miniati, negli incunaboli e nei libri dei secoli dal XVI al XVIII della Biblioteca Civica “Attilio Hortis”.
L’inaugurazione è prevista da venerdì 29 ottobre, accompagnata da una conferenza a carattere accademico.

[z.s.]