Trieste Airport torna a volare, ma la ripresa reale è nei cieli del 2022

27.09.2021 – 10.25 – Lo scalo di Trieste Airport torna a registrare numeri elevati, in linea con il traffico aereo del 2019. Nell’arco dei mesi da gennaio a inizio settembre, l’hub di Ronchi dei Legionari ha recuperato il 34,5% del traffico aereo pre Covid, sebbene senza realizzare una piena operatività. A confronto con simili scali, Trieste Airport ha beneficiato del ruolo di scalo aereo rivolto ai voli nazionali, che hanno potuto proseguire con una maggiore libertà rispetto alla difficile situazione sanitaria internazionale. Ora l’ad di Trieste Airport, Marco Consalvo, vaticina per la fine del 2022 una ripartenza in linea coi risultati di due anni addietro, nel 2019.
Il mese di agosto ha totalizzato 49.348 passeggeri, con un aumento del 77,8% rispetto al 2020; la media italiana si assesta invece sul 63,9%, con un 43,4% a Venezia, normalmente invece scalo internazionale il cui confronto con Trieste Airport appariva impossibile.

Ora il Trieste Airport mira anch’esso ad aumentare i voli europei, con il classico collegamento con Francoforte, tramite Lufthansa, e con Londra, tramite Ryanair. Congelato invece il turismo e il traffico business con la Russia, a causa del rifiuto europeo di autorizzare il vaccino Sputnik.
Non s’invola infine il collegamento con Roma, tradizionalmente “difficile”; a causa del trasferimento di consegne da Alitalia a Ita per le prime due settimane di ottobre ci sarà un unico volo per la capitale, delle 6.55. Successivamente, dopo il 15 ottobre, ritorneranno i due voli precedenti, alla mattina e alla sera, con un nuovo aereo dalla capienza di 144 posti.

[i.v.]