Sparatoria via Carducci, la dura reazione della politica

04.09.2021 – 17.30 | La sparatoria avvenuta questa mattina a Trieste in via Carducci, nella quale sette persone sono rimaste ferite ha ovviamente sconcertato l’intera città giuliana, per l’efferatezza e la violenza dell’avvenimento. I primi accertamenti degli inquirenti fanno emergere un quadro per il quale la sparatoria sarebbe collegata alla violenta rissa di qualche mese fa a piazza Sansovino, che a sua volta troverebbe le sue radici in contrasti tra le persone coinvolte, che sarebbero legati al business edilizio

Dura la reazione del mondo politico, sia cittadino che regionale, dal quale sono arrivate ferme condanne per i responsabili: “Non è possibile assistere all’esportazione di modelli malavitosi sanguinari” si legge nel comunicato del Consiglio Regionale, che pone l’accento sulla provenienza dei responsabili (si tratterebbe di due bande, una albanese e una kosovara) e che sottolinea come sia necessaria la “vigilanza, attenta e sempre determinata, da parte delle realtà preposte”. 

Durissima la reazione alla sparatoria da parte di Forza Italia, che, confidando negli inquirenti e nella giustizia, ha dichiarato che i responsabili della sparatoria “sono persone non gradite a Trieste e confidiamo che le pene possano rappresentare un monito a chi pensa di poter trasformare Trieste in un far west”.

“La misura è stata superata e servono provvedimenti da parte delle Forze dell’ordine” ha invece commentato la segretaria provinciale del Partito Democratico Laura Famulari, mentre Debora Serracchiani, sua collega di partito – di cui è capogruppo alla Camera dei Deputati – ha definito l’episodio “inaccettabile”, auspicando delle rassicurazioni per la cittadinanza e “ un lavoro più concreto delle amministrazioni locali” per prevenire episodi del genere. Per Salvatore Spitaleri, esponente del Partito Democratico e membro della commissione paritetica Stato-Friuli Venezia Giiulia, l’episodio deve essere “lo spunto per una riflessione autentica sulla sicurezza e su chi la garantisce”. 

Tra gli esponenti della politica cittadina, il coordinatore triestino di Progetto FVG e candidato consigliere comunale con la lista Dipiazza Giorgio Cecco ha voluto innanzitutto sottolineare che “Non è questa Trieste, nemmeno la normalità della vita cittadina e non deve diventarlo”, evidenziando poi come sia “importante tenere alta l’attenzione sulla sicurezza”, e ha quindi proposto in tal senso “un tavolo urgente in Prefettura con tutti gli enti preposti, per valutare la situazione e prevenire tali azioni, nella piena tutela dei cittadini, nonchè per mantenere Trieste con uno standard alto di sicurezza”. 

“La nostra è da sempre una città libera, moderna e sicura popolata da gente onesta” ha rivendicato il candidato sindaco del Movimento Futura Franco Bandelli. “Non c’è e non potrà mai esserci pertanto spazio per atti criminali come quelli vissuti drammaticamente stamane e per di più in pieno centro, con grave rischio anche per gli innocenti e inermi passanti.”. Bandelli ha poi voluto approfondire il background della vicenda, riflettendo sulle “infiltrazioni di malavita nel settore dell’edilizia”, chiedendosi se da parte delle istituzioni “si sia svolta attività di prevenzione”. 

Lo stesso aspetto è stato evidenziato anche da Riccardo Laterza, candidato sindaco con Adesso Trieste, che ha constatato come questo problema non sia una novità per la città: “Se fossero confermati i primi dettagli che arrivano dalla stampa – ha infatti dichiarato Laterza – si tratterebbe di un episodio violento che fa parte di un sistema di economia sommersa del quale purtroppo la nostra città soffre da tempo, in particolare nel mondo dell’edilizia.”. Un sistema che, secondo Laterza, “favorisce una spirale di violenza e di illegalità che va assolutamente contrastata al di là delle operazioni di polizia” e la cui risoluzione “dovrebbe essere al centro dell’interesse di tutte le istituzioni”.
E.R.

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