Kipre di Trieste, chiude il reparto wurstel: entro fine anno 36 licenziamenti

16.09.2021 – 11.04 – Entro la fine del 2021 verrà chiuso, in via definitiva, il reparto per la produzione dei wurstel della Kipre, ex Dukcevich, di San Dorligo della Valle. La chiusura era stata annunciata da tempo, tutti i tentativi di rilancio si erano scontrati con la competizione dei colossi della produzione di carne: perderanno il lavoro 36 addetti.
È stata l’azienda stessa ad annunciarlo, affermando in una nota stampa che “nonostante i ripetuti sforzi […], il reparto wurstel sia stato caratterizzato da importanti regressioni di fatturato, portando all’apertura di una cassa integrazione, con un’attività lavorativa ridotta, a oggi, al 40 per cento per i 36 collaboratori presenti nella struttura. Tale situazione, dovuta alla forte competizione da parte di produttori su larga scala ha portato alla necessità di destinare le risorse su aree di eccellenza e di crescita per il gruppo Kipre”.
Non vi sono pertanto spiragli di speranze, nella vicenda: il reparto verrà chiuso, aggiungendosi al lungo elenco delle industrie e delle manifatture nell’area giuliana che hanno cessato l’attività o attraversano una profonda crisi.
Due anni fa, nel settembre 2019, Wärtsilä Italia annunciava un riallineamento degli organici che si tradusse in una catena di licenziamenti per le società di appalto: 21 dipendenti su 38 all’interno della Psm Logistica srl, responsabile a Bagnoli delle operazioni di movimentazione delle merci. La Wärtsilä non era sola: la Flex Trieste, a ottobre 2019, licenziava 23 dipendenti trasferendo parte della produzione in Romania. Il fallimento della Principe-Gruppo Kipre causava a sua volta simili licenziamenti, con 25 esuberi nella sola Trieste, a dicembre 2019. Lo scorso marzo, dopo anni di discussioni sulla riconversione della linea produttiva 2 della Cartiera, la Burgo licenziava 87 dipendenti.
Accanto alla chiusura della Ferriera – la quale però per l’impatto ambientale meriterebbe un discorso diverso – l’industria simbolo di questa crisi è stata la Sertubi, “serrata” dopo una protratta agonia.
Si respira d’altronde nelle dichiarazioni dei sindacati una forte rassegnazione, sebbene nel caso della Kipre sia stato promesso “un percorso di collaborazione a 360 gradi, per tutelare al meglio ogni singolo lavoratore” (Fai Cisl e Flai Cgil).

[i.v.]