Amministrative, Francesco Tremul, “Concentrarsi su proposte concrete senza abbandonarsi al libro dei sogni”

25.09.2021 – A Trieste, nel fine settimana del 3 e 4 Ottobre 2021, sarà tempo di elezioni e la cittadinanza sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco e i nuovi consiglieri comunali. Quest’oggi vi presentiamo il candidato al Consiglio Comunale, Francesco Tremul, triestino, classe 1976, già attivo nei Rioni con il ruolo di Consigliere Circoscrizionale, impegnato tra le file della Lista Civica Dipiazza.

Chi è Francesco Tremul e perchè ha deciso di candiarsi?

“Mi chiamo Francesco Tremul e sono nato a Roma il 16 Novembre del ’76 ma sono cresciuto ed ho sempre vissuto a Trieste. Ho studiato presso l’UniTS dove ho conseguito il titolo di dottore magistrale e presso l’Università degli Studi di Roma TRE dove ho frequentato con successo un master di II livello. Negli ultimi 5 anni sono stato Consigliere del Comune di Trieste nella Ia Circoscrizione Amministrativa: capogruppo del Gruppo consigliare della lista civica Dipiazza per Trieste e componente delle Commissioni II° (urbanistica, lavori pubblici ed agricoltura) e III° (cultura, sport e turismo). Civico e riformatore, atlantista e liberale, sono stato componente dei Gruppi di lavoro Esteri ed Infrastrutture e trasporti di Energie per l’Italia. Già responsabile del Circolo di Trieste di Energie per l’Italia sono stato Coordinatore Regionale del partito fino al 2020. Già esperto in affari europei ed internazionali nel campo dei trasporti per l’Iniziativa Centro Europea ed esperto in logistica e trasporti per l’AREA Science Park, dal 2007 mi occupo di logistica internazionale per un’azienda tedesca e sono attento alle tematiche culturali e del volontariato, in particolare dal 2005 sono un Volontario Istruttore della Croce Rossa Italiana. Appassionato di sport e della natura sono anche amante del cinema, della fotografia e della musica. Coltivando la passione per lo sport ho completato il percorso di formazione per diventare un preparatore fisico. Attualmente faccio parte dello staff della Pallamano Trieste”.

“Molte persone sostengono di candidarsi perchè qualcuno ha chiesto loro di fare un passo avanti, di mettersi a disposizione. La mia decisione non è frutto della spinta di nessuno ma solo della volontà di prendersi cura degli spazi in cui sono cresciuto. E dalla voglia di affermare che le cose si cambiano anche con la politica. Una politica che non è da inventare ma che è passione, attenzione, condivisione e soprattutto lavoro”.

Tra i suoi punti cardine spiccano maggiori accorgimenti nei confronti di temi importanti quali Famiglia, Giovani e Lavoro c’è ne parlerebbe?

“Il calo della popolazione e l’invecchiamento demografico sono fenomeni che vanno studiati dalla testa, bisogna domandarsi perchè le famiglie italiane al giorno d’oggi fanno meno figli rispetto a vent’anni fa. Io credo che il problema vada ritrovato nel fatto che oggi, per gestire agevolmente una famiglia nel nostro Paese, ci sia bisogno di almeno due stipendi e questo implica che entrambi i genitori siano impiegati presso un posto di lavoro; lavoro che oggi scarseggia e se c’è spesso non consente di portare a casa uno stipendio sufficientemente adatto al sostentamento del proprio nucleo famigliare. Se entrambi i genitori sono costretti a lavorare, c’è quindi bisogno di affidare temporaneamente i propri figli a strutture per l’infanzia come asili nido e scuole materne, servizi che hanno anch’essi un costo e che sul nostro territorio non sono sufficientemente diffusi. C’è ne vorrebbe almeno uno per Rione. Inoltre, ritengo che il Comune debba supportare economicamente la vita delle famiglie con bambini piccoli attraverso l’accesso a un maggior numero di servizi e sgravi fiscali”.

“Sull’altipiano e nelle periferie negli ultimi 20 anni è stato fatto poco e alcuni rioni sono tutt’ora completamente sguarniti. Credo sia arrivato il momento di porre maggiore attenzione al tema e a quelle che sono le esigenze delle giovani famiglie del nostro territorio”.

Continuando a parlare di asili nido, l’ASUGI ne vuole costruire uno per i propri dipendenti ma per farlo dovrà radere al suolo la Pineta di Cattinara, che ne pensa?

“La Pineta di Cattinara deve restare li dov’è, ma purtroppo questo non dipende dalla politica ma dall’Azienda Sanitaria in quanto giace in un’area di sua proprietà. Su quel terreno la Giunta Serracchiani aveva previsto di consentire la costruzione di un asilo nido per i figli dei dipendenti ASUGI; una bella cosa, però ritengo che debba sorgere in un altro spazio senza dover abbattere quel piccolo quanto importante spazio verde, forse l’unico fruibile rimasto nella zona. Per quanto possa servire, credo sia giunto il momento di trovare una soluzione a tavolino.

Ritornando sui giovani, Trieste nel 2020 ha mostrato un impietoso 49.2 di età media. Cosa ne pensa di questo dato?

“Il calo demografico, come detto in precedenza, purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Trieste, inoltre, è 107a su 107 città per quanto concerne il numero di amministratori locali di età inferiore ai 40 anni e questo aspetto la dice lunga”.

“I giovani a Trieste non sono rappresentati. L’Assessore alle Pari Opportunità con delega ai Giovani ha fatto un buon lavoro in questi anni ma ci vorrebbe un vero e proprio assessorato nonchè maggiore partecipazione ed interesse verso questa categoria sociale; la più importante”.

“L’Assesorato ai Giovani che ho in mente io non dovrà essere un mero coordinamento delle politiche giovanili ma una struttura dedicata ai giovani in grado di seguire le loro problematiche, le loro esigenze e in grado di dialogare con le agenzie educative ed aiutare le famiglie; soprattutto quelle con storie di disagio”.

Nelle ultime settimane alcuni candidati sindaco hanno espresso il loro interesse ad istituire un Assessorato al Mare, che ne pensa?

“Io credo che non sia una cosa urgente, e poi perchè solo al mare? Allora facciamone anche uno al carso? No? Il mare è una cosa molto complessa, in quanto la sua gestione è compito per lo più di Capitaneria di Porto e Demanio dello Stato; il Comune può fare ben poco per lui”.

Tra le sue proposte c’è quella di ampliare l’offerta al cittadino di aree verdi, per lo svago, per lo sport e per gli amici animali. 

“Nella classifica del quotidiano Il Sole 24 Ore, Trieste si è classificata al 37o posto per le aree sportive all’aperto; credo che la nostra Città abbia tutte le potenzialità per fare molto meglio. L’attuale Amministrazione negli ultimi anni ha investito molto sullo sport all’aperto, ora è arrivato il momento di investire anche su palestre e impianti sportivi al chiuso, non solo calcio ma anche di altre discipline sportive come Basket, Pallavolo, Pallamano etc”.

“Per quanto concerne le aree verdi e per l’attività fisica all’aria aperta si potrebbe fare un grande lavoro partendo dalla riqualificazione con impatto ambientale “zero” del lungomare di Barcola.

“Infine, parlando di aree cani, la coalizione ha stilato un programma condiviso in cui si parla di realizzare spazi appositi per lo sgambamento in ogni circoscrizione. Qualcosa si sta già muovendo grazie agli amici di Fratelli d’Italia”.

“In ogni caso per realizzare questi spazi, è necessario recuparere il più possibile delle aree verdi inutilizzate e destinarle alla fruizione della comunità. Solo così riusciremo ad aumentare la socialità e le opportunità di svago. Tutto ciò, assieme ad una maggiore manutenzione degli spazi già esistenti, delle strade, e degli spazi pubblici. Non solo nel centro ma soprattutto nelle periferie”.

Cosa si sente di rispondere a chi sostiene che non c’è differenza nel votare l’uno o l’altro candidato, tanto i lavori non si fanno comunque?

“Chi sostiene tale tesi evidentemente non conosce il codice degli appalti e gli infiniti iter burocratici del nostro Paese. Non andare a votare poi è un grande errore. Il Comune oggi non ha più dipendenti propri ma deve appaltare qualsiasi tipo di opera. Ecco perchè i grandi interventi come il restauro di Piscina Aquamarina, della Galleria Foraggi o del tracciato del Tram di Opicina vanno così a rilento. Se poi agli iter burocratici si aggiungono quelli della magistratura, come nel primo e terzo caso, le cose si complicano ulteriormente”.

Le restrizioni Covid stanno vessando il comparto turistico con grosse limitazioni. Quanto sarà importante sostenere questo settore per lo sviluppo della Trieste del prossimo quinquennio?

“Considerando che il nostro tessuto industriale è piuttosto scarno, il turismo è uno di quei settori in grado di produrre maggiore ricchezza sul nostro territorio. Nei prossimi anni bisognerà investire non tanto sulle strutture ricettive già ampiamente presenti bensì su infrastrutture come piste ciclabili (soprattutto sul carso o mare-carso), parcheggi, aree camper, segnaletica stradale (maggiori totem e cartelli per turisti) e creare circuiti ciclopedonali in grado di far spostare il turista da un’attrazione all’altra con semplicità; inoltre bisognerà incrementare la promozione turistica in quanto oggi, da Muggia a Duino, ci sono luoghi di grande interesse culturale ancora poco pubblicizzati che meriterebbero maggiore considerazione e notorietà”.

Maggiore turismo, maggiore lavoro. Quali sono le vostre considerazioni su questo tema?

“Il Comune di Trieste nei prossimi anni dovrà essere in grado di rinvigorire il cosiddetto piccolo commercio; quello rappresentato dai piccoli imprenditori titolari di negozi di quartiere e di prossimità. Un rione con molti negozi è anche un rione più sicuro rispetto ad uno esclusivamente residenziale; il cosiddetto quartiere dormitorio. Bisogna tuttavia cercare di tenere in vita la socialità nei rioni e non lasciarli assopire come già accaduto di recente con Servola, Altura o Borgo San Sergio”.

Importanti opportunità di lavoro potranno pervenire dallo sviluppo della grande area da decenni inutilizzata del Porto Vecchio. Quali idee per il suo futuro?

“La possibilità di poter riconvertire gli inutilizzati magazzini del Porto Vecchio per generare benessere è un’opportunità che la città di Trieste non può permettersi di non sfruttare al meglio. Credo che i suoi spazi debbano essere impiegati in modo misto, coniugando aree residenziali con aree culturali, per lo svago e per il commercio, senza cadere nel fatal errore di trasformare un’area così grande in qualcosa di monotematico e fine a se stesso. Ancora una volta, sarà necessario utilizzare i suoi oltre 600 mila metri quadri per costruire anche aree verdi e aree dedicate allo sport individuale e collettivo come piastre per il fitness, piste da skate, palestre di roccia e quant’altro”.

Cosa ne pensa del progetto dell’ovovia per collegare il cuore di Trieste con l’Altipiano Carsico, passando per il rinnovato Porto Vecchio?

“Credo sia un progetto condivisibile o meno in base alle idee che uno ha sullo sviluppo di quell’area. Costruire un’infrastruttura del genere è un’opportunità da sfruttare assolutamente in quanto realizabile a costo zero con finanziamenti europei e non comunali. Con l’ovovia potremmo avere a Trieste un mezzo di trasporto in più. Se fatta con criterio perchè no? Non sono molte le città italiane ed europee con collegamenti montagna-mare, potrebbe divenire una peculiarità del nostro Capoluogo nonchè una simpatica attrattiva”.

Entro il 2030 la Cina si propone di diventare il paese economicamente più forte del mondo, superando gli USA. Quali opportunità per Trieste?

“Se parliamo di Porto Nuovo, quello di Trieste lavora storicamente con medio ed estremo oriente e avere buoni rapporti con la Cina piuttosto che con la Turchia o l’India non potrebbe fare altro che portare beneficio al nostro territorio, anch’esso storicamente multietnico e multiculturale. Trieste e i suoi commerci, infatti, sono tutt’oggi protesi verso l’est sia per quanto concerne l’import che l’export”.

“Bisognerà tuttavia stare attenti a non svendere le nostre aziende ai cinesi, ma piuttosto permettere loro di insediarsi agevolmente portando sul nostro territorio nuove infrastrutture, risorse e posti di lavoro”.

Il futuro di Trieste passerà quindi per il Porto e le sue “zone franche”?

“Il futuro della città di Trieste passerà sicuramente dal Porto. Oggi con il Presidente Zeno d’Agostino lo scalo giuliano sta funzionando molto bene. Qualche giorno fa, inoltre, al Senato, è stata recepita la questione in merito all’allegato 8° sul Porto Franco Internzazionale (L’allegato VIII del Trattato di Parigi del 10 Febbraio 1947 siglato fra l’Italia e le potenze alleate tratta dello “Strumento per il Porto Libero di Trieste”; istituisce e regola il funzionamento del Porto Franco Internazionale di Trieste. Questo ente offre molti ed importanti vantaggi economici e fiscali per il traffico di merci e la trasformazione delle stesse, ndr). Pertanto, le cose si stanno muovendo. Sono fiducioso”.

“Il Comune, per quanto di sua competenza, credo sarà sempre dalla parte dell’Autorità Portuale. Lavorando dentro al porto da molti anni, se sarò eletto, potrò portare in Consiglio Comunale la mia esperienza in materia e potrò essere un punto di riferimento per chi vuole lavorare e per chi dentro al Porto già ci lavora”.

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