24.07.2020 – “Il crollo delle assunzioni è un dato allarmante. Secondo le stime riportate dall’Inps, la contrazione delle assunzioni riscontrata ad aprile 2020,rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è pari al meno 83 per cento“. Così Paolo Capone, segretario generale del sindacato UGL, in merito agli effetti dell’epidemia di Coronavirus sull’economia italiana.
È la drammatica conseguenza della chiusura di numerose attività produttive e del calo della domanda verificatosi a seguito del lockdown. “Secondo l’Osservatorio sul precariato dell’Inps”, prosegue Capone, “la flessione interessa in particolare i contratti a termine che hanno fatto registrare un saldo negativo pari a meno 499mila nel solo mese di aprile. L’emergenza sanitaria ha lasciato il posto ad una gravissima crisi economico sociale. Purtroppo i dati dell’Inps rischiano di essere soltanto un’ anticipazione di quello che ci attende a settembre quando cesserà il blocco dei licenziamenti. Si preannuncia una catastrofe occupazionale senza precedenti, con effetti potenzialmente devastanti sul piano della tenuta sociale. Il Governo esca dai palazzi e dalla sua stessa propaganda e prenda contatto con la dura realtà. Non è più pensabile affrontare tale situazione con il mero assistenzialismo o mediante misure tampone. È necessario immettere subito liquidità nell’economia reale, attraverso investimenti, taglio delle tasse e derogando alle procedure burocratiche previste dai contratti pubblici, al fine di sbloccare i cantieri e riattivare il mercato del lavoro”.
[c.s.]


