13.08.2021 – 10.01 – La Slovenia ha introdotto da questo lunedì il Passenger Locator Form (dPLF) per chi giunge nel paese tramite aereo o nave passeggeri; tuttavia ora giunge un’importante puntualizzazione, perché il Ministro della Salute sloveno ha specificato all’agenzia di stampa STA che non sarà obbligatorio. L’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica (NIJZ) ha spiegato che il dPLF serve per ricostruire la catena di trasmissione della malattia infettiva – il Covid, ma non solo – ripercorrendo la ragnatela di contatti del turista. Il form dovrebbe venire compilato “sia dagli stranieri che dai cittadini sloveni che entrano nel paese tramite volo aereo o nave”. I voli includono anche quelli privati, mentre i trasporti coinvolgono solo le navi da crociera. Tuttavia il NIJZ ha chiarito che il dPLF per la Slovenia non è attualmente obbligatorio. Dev’essere la compagnia aerea o la nave da crociera a informare il passeggero sull’obbligatorietà o meno del dPLF e lo stesso Ministro della Salute ha dichiarato che non controllerà se il form è stato compilato o meno.
“I dati dei passeggeri che compileranno il dPLF verranno trasferiti automaticamente nel database del NIJZ. Solo se si saranno verificati contatti ad alto rischio i dati verranno usati dall’epidemiologo incaricato per avvertire le persone coinvolte e informarli su come comportarsi” ha soggiunto il Ministero.
A livello pratico, almeno allo stadio attuale, spetta dunque alla coscienza del singolo se compilare o meno il dPLF all’atto di entrare in Slovenia. Discorso diverso invece per il rientro in Italia, la quale ha già dimostrato una certa “rigidità” di applicazione su questo fronte, specie negli aeroporti.
Fonti: Slovenia Times, STA, PLF not to be mandatory to enter Slovenia
[z.s.]


