Emergenza sanitaria e Green Pass, associazioni sportive ancora penalizzate. L’appello

10.08.2021 – 09.40 – Ormai, andiamo verso il secondo anno da quella domenica di Carnevale del 2020 in cui mi comunicarono che avremmo dovuto chiudere la Ginnastica Triestina a causa dell’emergenza sanitaria portata dal Covid-19. In poco tempo cambiarono una serie di abitudini che tutti noi avevamo, e scomparvero molti punti di riferimento consolidati nel nostro quotidiano: uno di questi, cruciale per i nostri atleti, fu la possibilità di frequentare la nostra struttura sportiva, non solo per gli allenamento ma per vivere insieme in un mondo a loro caro, quello dello sport, anche momenti di aggregazione giovanile sana e formativa. A maggio, poi, ci venne data la possibilità di riaprire le palestre e riprendere le attività, ma con forti limitazioni e controlli, solo per quella parte di atleti di interesse nazionale: agonisti che non avrebbero potuto continuare a restare “fermi”. Questo venne fatto ovviamente limitando ogni forma di aggregazione conviviale presso la struttura.

Sette lunghi mesi sono trascorsi in questo anno sportivo fra il 2020 e il 2021 che sta volgendo alla conclusione; oggi ci troviamo prossimi alla ripresa di un altro anno sociale sportivo, quello 2021-2022, dove viene introdotto per un ulteriore prevenzione della pandemia, e per scongiurare un eventuale ulteriore ondata di contagi (come quelli dell’ottobre 2020), il certificato verde Covid-19. Per poter accedere alle attività svolte nelle palestre, in ambienti al chiuso, è necessario esserne in possesso. Ho voluto chiarire sempre che le leggi, siano esse anche Decreti (quindi con una efficacia temporale di 60 giorni) vanno rispettati, anche se a volte non condivisi, ma mi preme oggi chiarire e sottolineare che il Decreto legge 105/21 pone per i certificati verdi Covid-19 (i “Green pass”) diverse possibilità per avere questo via libero all’accesso alla struttura per poter praticare la propria amata disciplina sportiva: il vaccino, il tampone o avere contratto il Covid-19 ed essere poi guariti da un periodo non superiore ai sei mesi, il tutto solo per gli Over 12, i maggiori di dodici anni.
A fronte di questo nuova “norma” per l’accesso all’attività sportiva, le famiglie, in questo periodo di preiscrizioni, sono comunque giunte alla nostra segreteria sociale in soddisfacente numero, con l’intenzione di iscrivere le proprie figlie e i propri figli ai nostri corsi nelle molteplici discipline sportive che si praticano nelle nostre palestre; le Federazioni però continuano a mantenere i protocolli restrittivi della ripresa di maggio 2020, a fronte di una certificazione che dovrebbe garantire la non presenza del virus e quindi permettere di tornare ad un sistema di allenamento normale pre-Covid. Queste limitazioni ci obbligano ad avere ancora un numero ridotto di partecipanti per ogni corso rispetto le dimensioni che permetterebbero una consistenza di maggior atleti in copresenza, danneggiando ulteriormente la già difficile situazione economico finanziaria della Associazioni Sportive Dilettantistiche, le quali sono state duramente colpite dall’emergenza. Inoltre vengono ancora una volta penalizzati i nostri futuri campioni, i nostri ragazzi che nello sport attraverso regole ed ambienti sani trovano il modo per divertirsi insieme con altri coetanei e mettersi in gioco per superare i propri limiti e vedersi cosi formare quel carattere forte degli ottimi cittadini del domani, pronti alle sfide della vita.
Auspico quindi che le Federazioni possano, con l’adozione dei certificati verdi Covid-19, rivedere i protocolli e cercare di allentare le limitazioni per poter ritornare ad un allenamento e pratica delle discipline ante pandemia, dando così un vero supporto alla ripresa dello sport ed evitando di contribuire all’allontanamento da questa sana disciplina.

Quando la Ginnastica Triestina, storico sodalizio, dovette sospendere le attività rimasi sbalordito: essendo stato eletto presidente a seguito problematiche interne alla gestione societaria, avevamo appena messo le basi per cercare di far rinascere la società sportiva, ed ora avrei dovuto affrontare un periodo senza precedenti nella nostra memoria recente. Subito, come si comporta il mondo dello sport, reagimmo adeguandoci alle disposizioni e norme previste; come tutti sanno furono mesi di continuo mutamento e apprensione. Il sodalizio giuliano della Ginnastica nella storia ebbe a superare già diverse chiusure: imposte prima da parte delle autorità austriache, quando la nostra Trieste ancora non era italiana (per appartenenza a quella corrente che fu poi premiata dalla storia per aver contribuito alla formazione della nostra nazione), poi i periodi di sospensione per le guerre mondiali, per poi arrivare a fatti più recenti ormai superati. La Ginnastica Triestina si è adoperata per mettere in piedi sistemi di controllo e protocolli atti a garantire la ripresa della vita sportiva, sempre nel rispetto delle disposizioni sicuramente restrittive della Federazioni delle discipline interessate; misure necessarie per il contenimento del propagarsi della pandemia. Ora c’è bisogno di supporto.

[m.v.][Presidente della Società Ginnastica Triestina]