Una statua per il pinguino Marco? Il Comune di Trieste lancia l’idea

26.07.2021 – 16.08 – Al Salone degli Incanti è tornato il pinguino Marco, uno dei simboli di Trieste, a sensibilizzare nel quadro di quella speciale “sensibilità ambientale” che la mostra Cracking Art: Incanto vuole suscitare nei cittadini.
“Non si dovrebbero più far portare via dal loro habitat i pinguini, è importante non solo per la storia di Trieste, ma per il futuro di tutti noi. Un messaggio forte che abbiamo voluto ribadire proprio nell’ambito degli spazi dedicati a una mostra che indirizza l’attenzione all’ambiente con grande impegno e impatto anche in vari luoghi cittadini e per le interazioni empatiche che vengono stabilite con il pubblico. – ha riconfermato l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, assieme alla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna, con la responsabile di P.O. dei Musei Scientifici Patrizia Fasolato e i due esperti dell’Aquario, Andrea Dall’Asta e Andrea Grgic, nel corso della presentazione avvenuta stamane al Salone degli Incanti dove è stato collocato, in un’apposita bacheca, il pinguino Marco ‘naturalizzato’.

Il pinguino Marco, che fu portato all’Aquario nel 1953 e fino al 1984 visse qui per 32 anni, anche girovagando fra i passanti e i visitatori, era diventato un’icona, molto amato da tutti, adulti e bambini – ha sottolineato Rossi -.“Marco, che in realtà era una femmina, appartenente alla specie sudafricana Sphenicus demersus e proprio in Sudafrica venne raccolto da un marinaio imbarcato su una nave diretta a Trieste, è stato un personaggio al quale non ci si poteva non affezionare, che ha rappresentato il mondo animale e la natura. Entro l’anno, quando si auspica saranno terminati i lavori di ristrutturazione dell’Aquario, lo ricorderemo dedicandogli una statua che sarà installata all’ingresso di quella che per tanto tempo è stata la sua casa – ha aggiunto l’assessore Rossi”.

Il pinguino Marco, che resterà al Salone degli Incanti fino al termine della mostra Cracking Art, domenica 17 ottobre 2021, farà quindi ritorno al Civico Museo di Storia Naturale, dove è stato sempre conservato, e poi collocato all’interno di una collezione ornitologica dedicata, infine sarà trasferito assieme ad altri importanti reperti nei nuovi spazi del Museo all’interno di Porto Vecchio, ha poi spiegato la direttrice Carlini Fanfogna.

[i.v.]