Incontro Dipiazza-Pahor, Scoccimarro: “Nessun fuori programma, miei gesti ampiamente previsti”

11.07.2021 – 12:25 – “Nessun intervento “fuori protocollo”, dopo 23 anni di amministratore pubblico non farei scivoloni di questo tipo. Per la cronaca, non era previsto nessun cerimoniale, come avvenne un anno fa in occasione dell’incontro con il nostro Presidente della Repubblica Mattarella, in quanto si trattava di un incontro che precedeva l’evento programmato a Santa Croce, in virtù degli ottimi rapporti di Borut Pahor con il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. La cerimonia, prevedeva la consegna di un riconoscimento da parte del Comune, i “Tre sigilli di Trieste”, e di una targa della RegioneFVG raffigurante gli “Stemmi delle ex Province”. Il “padrone di casa”, cioè il Sindaco, mi ha dato la parola quale rappresentate della Giunta del Friuli Venezia Giulia, quindi nessuno strappo a cerimoniali inesistenti e non concordati, tantomeno maleducazione o discorsi irrituali. Il mio intervento scritto e di saluto del Presidente Massimiliano Fedriga, che sostituivo in quando era fuori Trieste, va letto come un doveroso saluto istituzionale ad un Capo di Stato. Spiace constatare che il mio intervento sia stato decontestualizzato, infatti avevo espresso il mio sincero riconoscimento per l’importante gesto di grande valore quale stringere la mano a Mattarella davanti alla Foiba di Basovizza, lo chiedevamo da anni e dimostra la volontà di rispettare la storia e porre le fondamenta di un futuro di rispetto tra i nostri popoli. Non l’ho detto, ma a maggior merito del Presidente sloveno, il non aver taciuto e partecipato alla cerimonia sulla Foiba, non è stato gradito da tutta la popolazione slovena, tanto che risulta abbia ricevuto minacce di morte per tutto questo, oltre a ringraziarlo auspicai che tale azione simbolica venisse imitata dai capi di Stato delle Repubbliche dalla ex Jugoslavia”.
“Proprio nell’ottica della condivisione e collaborazione tra popoli confinanti ho illustrato al Presidente Pahor gli ambiziosi programmi ambientali, che partono quest’anno ma guardano al 2040/45, quali gli Stati Generali Ambiente ed energia dell’Alpe Adria che vedranno l’inizio ad ottobre per continuare ogni anno, includendo in paesi dell’INCE (Iniziativa Centro Europea) al fine di condividere le politiche ambientali per i prossimi decenni, unendo nel nome della difesa dell’ambiente le due sponde dell’Adriatico (Trieste, come la Slovenia appartiene alla sponda orientale)”.
“Infine, qui lo spunto successivo per le polemiche, ho espresso i miei complimenti per quanto fatto dal governo sloveno e dalla commissione speciale al fine di far emergere i crimini, perpetrati, quasi tutti a guerra finita, dai comunisti di Tito, con la scoperta, in questi mesi, di oltre 700 tra fosse comuni, grotte, foibe, miniere con decine di migliaia di povere vittime, uomini donne, vecchi e bambini, preti e suore rei di non essere allineati con il pensiero della dittatura comunista. Assassinati con le loro famiglie. Parte di queste povere vittime erano italiani ma molti di più erano sloveni, croati e serbi e di altre nazionalità, per cui, con lo stesso spirito di andare oltre gli odi e le divisioni del “secolo breve” auspico la rimozione delle scritte di pietre “Tito” dai monti Cocusso sul Carso al confine di Lipizza e sul Sabotino a Gorizia.
L’idea che ho proposto è quella di modificare l’ammasso di pietre che ora formano la scritta del maresciallo “TITO” (spero che prima o poi il Parlamento modifichi la legge e revochi la massima onorificenza concessa dallo Stato Italiano) con una Croce Cristiana che unisca i nostri popoli con un simbolo d’amore universale e ricordi tutte le vittime, invece di alimentare come avviene ancora oggi, antichi rancori”.
Così, sui suoi canali social, l’Assessore Regionale alle Politiche Ambientali della Regione Friuli Venezia-Giulia, Fabio Scoccimarro, in seguito all’incontro tenutosi nella giornata di ieri tra il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ed il Primo Ministro Sloveno, Borut Pahor.
cs