Consumo di suolo, il FVG risulta settimo in Italia. Ma non c’è Trieste

15.07.2021 – 07.00 – Il 2020 non arresta il consumo di suolo in Italia: la cementificazione imperversa, sospinta da interventi edilizi che ricercano facili dati sull’occupazione e il “fare” dei cantieri. In questo contesto il Friuli Venezia Giulia ha assistito a un anno pandemico sottotono, dove la Regione ha interrotto la propria corsa alle colate di cemento, registrando dati inferiori ad altre regioni e province. La Regione ha rallentato significativamente il proprio consumo di suolo, anche se rimane incerto se la causa sia il lockdown del 2020-21 o una diversa politica. Condizione sine qua non dei fondi europei è proprio l’interrompere il consumo di suolo, favorendo anzi interventi volti alla riforestazione e alle aree verdi.
Il dato pertanto ha un suo valore che va al di là del semplice discorso ambientale.

Sotto un profilo nazionale, il Friuli Venezia Giulia mantiene lo status di settima regione in Italia per percentuale di suolo consumato (il 7,99%).
Tuttavia, l’incremento percentuale di consumo di suolo dal 2019 al 2020 è alle ultime posizioni in Italia, con il 0,10%, pari a 65,27 ettari, rispetto alla media nazionale di 0,24%. Se lo confrontiamo con il biennio precedente appare dimezzato, passando da 0,20% a 0,10%.
Udine mantiene, tra il 2019-20, il primato per incremento di consumo di suolo, con 5,09 ettari; seguita da San Giorgio di Nogaro, con 4,02 ettari e Faedis con 2,66 ettari.
Se si considera invece il consumo di suolo in rapporto all’effettiva estensione del territorio cittadino, il Comune che consuma più suolo in assoluto è Monfalcone con la sua cantieristica (45,9%), seguito nuovamente da Udine (42,4%) e Pordenone (40,6%).
In compagnia dei cugini nordici, cioè il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia rimane tra le regioni con il minor consumo di suolo nelle aree protette.
È diminuito anche il consumo di suolo per attività di logistica e distribuzione organizzata (industria, grandi capannoni, infrastrutture di trasporto) con il 1,50% rispetto al 3,31% della media del Nord Est.

E Trieste? In questo quadro il capoluogo non c’è, nonostante la città storicamente non abbia mai brillato né per politiche verdi, né per soluzioni alternative al cemento. L’ex provincia di Trieste compare tra le città con il 20% del consumo del suolo, in compagnia di Napoli (34%) e Milano (32%). Ma riferendosi al comune in sé, il consumo di suolo sostanzialmente è rimasto irrisorio, con variazioni inferiori all’ettaro.

I dati dell’edizione 2021 provengono dal Rapporto sul consumo di suolo in Italia realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) in collaborazione con Ispra e tutte le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.

[z.s.]