Barcolana sea summit, sulla rotta della sostenibilità ambientale

29.07.2021 – 20.00 – Economia green, sviluppo sostenibile, futuro, risorse marine e logistica. Ma anche cibo e tradizione. La Barcolana quest’anno non sarà solo sport e divertimento. L’occhio dell’organizzatore, la Società Velica Barcola Grignano, si allarga su un ventaglio di iniziative. Le ha spiegate oggi in conferenza stampa il presidente della SVBG Mitja Gialuz, alla presenza del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino e l’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro. Hanno preso parte anche il segretario dell’InCE Roberto Antonione, il comandante del Porto di Trieste Vincenzo Vitale e il presidente dell’OGS Nicola Casagli. “Da mesi – ha spiegato Gialuz – stiamo costruendo una grande piattaforma con l’intenzione di trasformare Barcolana in uno spazio di promozione e cultura”. È la “Barcolana Sea Summit”, un vasto programma di appuntamenti e incontri dedicati alla filiera del mare. 

Molti dunque gli eventi attesi. Sarà naturalmente il mare a fare da protagonista innanzitutto con un’ampia riflessione sui destini del Mediterraneo organizzata dall’Ogs; il focus si concentrerà in particolare sullo stato di salute dell’acqua e il legame con il clima. “Metteremo a disposizione i nostri mezzi per capire il mare e individuare le risorse per sfruttarle in modo sostenibile”, ha annunciato il presidente dell’Istituto Casagli. “Covid permettendo, sarà visitabile la nostra nave oceanografica che ritorna dalla missione artica e attraccherà al molo IV”. 

Il programma dedica attenzione anche ai temi della salute pubblica correlati all’impegno del mondo istituzionale. Ambientalismo, attivismo, investimenti. Chi, insomma, si batte per la tutela. È il caso della missione “Stella di Mare”, lanciata dalla Commissione europea. “Stiamo avviando un ambizioso progetto per la rigenerazione di mari e oceani”, ha rilevato la presidente Maria Cristina Pedicchio. Si punta sull’educazione e il coinvolgimento “emozionale” dei cittadini per sensibilizzare sui temi dell’inquinamento. Un “blue green deal” capace di trasformare abitudini e stili di vita delle persone. Spazio quindi anche alle imprese che investono sulla sostenibilità e sui cicli produttivi capaci di limitare l’impatto ambientale.
Non mancherà un accento sulla ricerca applicata con la presentazione, da parte dell’Università, di “AdriAquaNet (Interreg Italia-Croazia). Si parlerà anche di cibo e sitemi di coltura, con un’attenzione a ciò che finisce ogni giorno sulle nostre tavole.

“La Barcolana ha spostato le elezioni”, ha ironizzato il sindaco Dipiazza soffermandosi sull’importanza dell’evento per la città e non solo. “Il mare sta facendo crescere Trieste, prova ne sia l’interesse turistico dimostrato anche dallo sviluppo crocieristico”. Più che risposte, l’evento solleverà interrogativi, allargati anche al rapporto porti-sviluppo urbano. In che modo la transizione energetica dello scalo potrà trasformasi in una opportunità per cambiare gli stili di vita dei cittadini? “Crediamo tantissimo nello sviluppo della blue economy che sarà parte fondamentale della strategia sostenibile per i porti di domani”, ha rilevato il presidente D’Agostino. “Quest’approccio prevede investimenti importanti dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione. Saranno trattati vari argomenti che diventeranno i pilastri per i porti di Trieste e Monfalcone nei prossimi dieci anni”. Come ha fatto notare ancora Gialuz, le tematiche non saranno limitate a una dimensione locale, ma guarderanno molto alle sfide internazionali. Ecco ad esempio il riciclo delle fibre di carbonio o quello della rottamazione delle imbarcazioni in vetroresina giunte a fine ciclo. L’evento non sarà soltanto un summit tra esperti e personalità, che pur prevede anche la presenza in Porto Vecchio dei ministri dell’Ambiente dei 17 Paesi Ince, ma punta anche a tratteggiare una mappa con vere e proprie azioni operative a favore dei rispettivi territori.

mb.r