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venerdì, 1 Luglio 2022

Venezia travolgente. Porto, ora basta un punto?

06.06.2021 – 21.04 – Una premessa: da delle dilettanti sta arrivando un esempio di professionalità. Per quanto la vetta del girone B sia da tempo una sfida in volata tra Cortefranca e Trento, nessuna squadra tra le cosiddette “tranquille” ha ancora regalato nulla. Dal Vittorio Veneto fino al Brixen Obi, tutte hanno onorato gli impegni sportivi contro chi invece tranquillo non è per niente. Questione certamente di valori di forza, ma anche di grande rispetto per il gioco in sé. Non è scontato, ed è bello così. Vedere il fortissimo Venezia femminile giocare nel finale di stagione già fuori dai giochi per il primo posto è come tenere un Picasso in cantina, ma è possibile in un campionato con tante squadre attrezzate e un solo vincitore. La partita di oggi al “Mecchia” lo dimostra: Dalla Santa, Zuanti e Marangon sono state uno spettacolo e non hanno raccolto tutto ciò che hanno seminato. Le arancioneroverdi hanno cinto d’assedio le granata per tutto il primo tempo, colpendo due pali in 10’’, costringendo Comacchio (la migliore delle sue) a parare qualcosa in più del parabile e andando in vantaggio paradossalmente solo a ridosso dell’intervallo. L’occasione più grande per le padrone di casa è arrivata a inizio ripresa, ma una grande Pinel ha evitato che Feletti dimezzasse il passivo. Furlanis ha preso un palo al termine della gara, quando però ormai lo 0-3 era acquisito. Ripetendo il risultato dell’andata, le lagunari hanno dato un piccolo sorriso al loro allenatore, De Bortoli, in un momento per lui umanamente difficile.

E il Porto? Non ha niente da rimproverarsi, nessuna granata si è risparmiata: la strada per raggiungere l’obiettivo è quella giusta. Confermato grossomodo l’undici di Vittorio Veneto, con Battaiotto dall’inizio, erano diverse le rientranti di giornata: Scudeler e Feletti titolari, Nodale è rimasta in panchina ma difficilmente starà a guardare nelle prossime due, decisive partite.
La corsa salvezza vede le ragazze di Morettin ancora virtualmente salve. Nel prossimo turno visiteranno il Trento, ancora appeso alla residua speranza di titolo (serve però che il Cortefranca faccia solo un punto nelle ultime due…) mentre le rival (l’Isera) riposeranno. Si va verso una soluzione del dilemma all’ultima pagina del campionato: a meno di non guastare la differenza reti in Trentino, basterà un punto al Porto per festeggiare. Non solo: poter giocare gli ultimi 90’ al “Mecchia”, ora che la spinta del pubblico è tornata, è un vantaggio.

Dopo i primi 10’ di studio le ospiti prendono la partita per le briglie, ma una Comacchio eroica le blocca per più di mezz’ora: al 10’ Zuanti costringe Comacchio alla grandissima parata, replicata 60’’ dopo quando respinge coi piedi su Dalla Santa. Ancora Zuanti al 16’ colpisce di testa a botta sicura ma il portiere granata fa un altro miracolo, dimostrandosi in seguito ancora decisiva sulla discesa inarrestabile di Dalla Santa. Flipper in area granata al 35’ quando Marangoni e Zuanti colpiscono due volte il palo nella stessa azione. Il monologo del Venezia ha il meritato punto esclamativo al 38′: un cross dalla sinistra trova in area Zuanti, che come se si giocasse in spiaggia stoppa e calcia senza far cadere la sfera, stavolta Comacchio è battuta. Marangon nel recupero potrebbe raddoppiare ma la sua azione personale finisce con un tiro fuori.

La rivincita di Marangon sull’estremo granata arriva dopo 120’’ della ripresa: lanciata in profondità centralmente arriva a tu per tu con Comacchio e non sbaglia. Dalla Santa 5’ dopo cerca ancora la porta da dentro l’area ma trova Comacchio prosegue la sua incredibile partita parando anche stavolta. Feletti avrebbe l’occasione per accorciare al 16’ su cross di Furlanis ma Pinel è reattiva e nega il gol e poco dopo le arancioneroverdi chiudono la gara: Dalla Santa avanza centralmente, finta secca che inganna tutta la difesa locale e tocco di punta a superare Comacchio. Nella ripresa il Porto gioca con maggior scioltezza e raccoglie altre de occasione nel finale, con Feletti e Furlanis, entrambe su calcio da fermo.

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