Quando l’Accademia incontra l’Industria: firma convenzione UNITS-PMP

22.06.2021 – 14.17 – L’Università degli studi di Trieste ha ufficialmente firmato una convenzione decennale con le PMP Industries S.p.A. volta ad attuare una collaborazione tra pubblico e privato, tra industria e ateneo finora inedita nel territorio regionale. L’università fornirà quella ricerca scientifica, quelle scoperte motore del progresso tecnologico; e dal suo canto il Gruppo PMP risulterà terreno di applicazione delle stesse, specificatamente nel campo elettrico, elettronico ed elettromeccanico. Concretamente gli studenti di ingegneria avranno modo di frequentare tirocini aziendali altamente formativi, mentre a propria volta UniTs rafforzerà il proprio organico e la propria capacità di attirare finanziamenti. Una scelta, nel contesto del PNRR, che non è affatto casuale: proprio l’elettronica e l’elettromeccanica risulterà la punta di cuspide della conversione ecologica dei prossimi anni verso cui si indirizzeranno la ricerca e i connessi finanziamenti. Nello specifico UniTs sarà impegnata nello sviluppo di motori elettrici di ultima generazione, sensori elettrici per i veicoli nel settore agricolo, industriale ed edilizio e nello sviluppo di software IOT (Internet of Things) per monitorare i veicoli elettrici da remoto. La crescente popolarità delle auto elettriche e di connessi veicoli, complici l’evidenti difficoltà del settore automobilistico agonizzate per la crisi Covid, rendono quest’intesa UniTs-PMP particolarmente opportuna.

Durante la firma della convenzione avvenuta oggi tra il Rettore Roberto Di Lenarda e Luigino Pozzo, Presidente del Gruppo PMP, il contenuto della convenzione è stato approfondito nel dettaglio. In particolar modo Di Lenarda ha sottolineato che si tratta di un “importante momento di condivisione tra pubblico e privato”.
“Spesso il pubblico, – ha ricordato il rettore – anche nell’ambito della ricerca, ha sofferto di una carenze di fondi, pagando dall’altro un’eccessiva rigidità burocratica. Mettere assieme le competenze e la velocità del privato con la strutturazione del pubblico, se compiuto con intelligenza, può portare a grandi risultati. Un percorso che si può portare a termine solo se ci sono due componenti; ovvero la competenza scientifica dell’ateneo; e dall’altro se la macchina industriale sa dare risposte alle domande del mondo della scienza”.

Luigino Pozzo ha riepilogato la storia della propria azienda, rimarcando come la ditta abbia scelto la strada dell’innovazione nel campo della trazione idrostatica & elettromeccanica dal 2005, successivamente competendo con successo contro i colossi tedeschi e nipponici. L’esperienza che porta PMP è quella di un’azienda internazionale, sensibile alle necessità di un mercato oggigiorno molto esigente, che richiede sistemi integrati, compatti, altamente performanti. Si tratta di una sfida che può essere vinta “solo con le idee”, in una collaborazione pubblico-privato. In quest’ambito, secondo Pozzo, anche in ambito industriale occorre innalzare il livello culturale: investire nell’istruzione, ha riassunto Pozzo, ha sempre ripagato PMP nel lungo periodo.

In questa cornice il coordinatore scientifico delle attività di ricerca della convenzione, il prof. Alberto Tessarolo ha riassunto le difficoltà del presente, laddove “Nonostante gli sforzi che vengono fatti su più fronti accademia e industria sono ancora molto diverse“.
Infatti “La convenzione di oggi permette di superare questa diffidenza, questo steccato, dando il via a una situazione di collaborazione, con un orizzonte temporale di 10 anni estremamente lungo per il settore tecnologico”.

Il problema rimane che “nell’ambito industriale si pensa sempre meno. Negli ultimi quindici anni l’affermazione dei paesi emergenti che oggigiorno sono dei veri e propri colossi obbliga a una situazione di continua urgenza, di rincorrere le ultime innovazioni dalle nazioni leader, cercando una continua limatura dei costi. Manca quell’innovazione radicale del prodotto che richiede lunghi tempi di studio e sperimentazione”. Tempi invece dei quali l’Università dispone, mentre a propria volta manca di quelle risorse che l’industria può fornire.

[z.s.]