22.1 C
Trieste
martedì, 5 Luglio 2022

2 giugno 2021, buon compleanno Italia. Repubblica dal 1946

02.06.2021 – 2 giugno, come ogni anno oggi è il compleanno d’Italia (tranne che negli anni Settanta, tempo nel quale, complice la crisi economica, per un certo tempo la festa fu fatta coincidere con la prima domenica di giugno). Festa fra il tricolore di una parte di Trieste e la bandiera rosso alabardata di chi sostiene che Trieste non è in Italia, le suonerie con l’inno al Kaiser e un interesse altalenante di Roma per l’estremo nordest (altissimo nel 2019, meno alto nel 2021 però c’è stato il Covid); ma in Italia, Trieste c’è, e ne è un simbolo. Il 2 giugno 2021 ricorda quel 2 giugno 1946 in cui l’Italia stessa sceglie di essere una repubblica. L’alternativa, la monarchia, quella dei Savoia, durata 85 anni: una famiglia regnante non popolarissima a Trieste (per forza di cose e una guerra o due di mezzo, pur nel mezzo dei legami fra i re e le regine dell’Europa d’allora), ma amata nel resto d’Italia (e anche in questo caso, nonostante i Savoia avessero avuto poco a che fare con la storia nazionale prima dell’Ottocento: sarà nell’esercito sabaudo piuttosto che nell’atteggiamento dei vecchi Savoia che si ravviseranno i precedenti del Risorgimento).

Il 3 giugno 1946 dopo la votazione, con il referendum popolare, il 54 per cento degli italiani (circa 28 milioni, all’epoca, gli aventi diritto al voto – su una popolazione di 45 milioni; i votanti saranno poco meno di 25 milioni) si esprime contro i Savoia, mentre il 45 per cento vorrebbe ancora il re: siamo nell’immediato dopoguerra con le immaginabili difficoltà di un paese in molte sue parti devastato dal conflitto, e la partecipazione al voto è altissima, i voti validi sono quasi 25 milioni. Al nord e fino agli Appennini, in particolare nelle zone dell’Emilia Romagna e della Toscana, si vuole la nettamente la repubblica; al sud si vorrebbe nettamente il re – a Napoli e in Puglia più che nelle altre regioni. Sono due correnti politiche e di pensiero – quella conservatrice e quella di sinistra – che si scontrano con forza: l’ultimo re d’Italia, Umberto, “re di maggio”, regna solo per un mese, poi viene deposto assieme a tutti i suoi eredi e va in esilio. Umberto era stato però il capo del governo italiano sotto gli Alleati già dal 1944, dopo la caduta del regime di Mussolini: il potere gli era stato conferito dal padre Vittorio Emanuele dopo la fuga dei Savoia da Roma nella speranza che l’immagine della monarchia italiana, fortemente scossa dalla stretta vicinanza al fascismo e dalla mancata difesa della capitale, potesse risentirne positivamente, e a questa operazione erano favorevoli gli Alleati stessi; ma non funzionò.

Sul referendum del 2 giugno gravarono ombre di brogli; tuttora si parla di un risultato reale diverso da quello annunciato, l’Italia si trovò sull’orlo di una nuova guerra civile che avrebbe potuto insanguinare il paese in modo ancora maggiore di quella appena conclusasi fra governo italiano del sud e Repubblica Sociale di Benito Mussolini, creando un solco insanabile e spezzando forse per sempre in due il paese. I morti per una guerra ancora non finita, in quegli anni fra il 1945 e il 1949, ci furono eccome (nell’Emilia; sul confine orientale), e l’Italia rimase in una situazione di instabilità per molto tempo. L’istituzione e la scelta repubblicana però rimasero solide e si affermarono presto definitivamente. Nel 2003, il governo di Silvio Berlusconi revocò l’esilio per i Savoia e la famiglia tornò in Italia, trovando però un paese molto più freddo nei suoi confronti di quanto probabilmente si erano aspettati e si aspettava soprattutto, da un punto di vista politico, Emanuele Filiberto, erede della casata, nato nel 1972. Le proteste, al loro rientro, si concentrarono soprattutto sulle leggi razziali di Mussolini: il re Vittorio Emanuele, commentandole, aveva detto che “non erano poi così male”. L’Italia non avrà mai più una monarchia: la Costituzione la proibisce e la casa Savoia ha formalmente rinunciato alle pretese a un eventuale trono come condizione per poter tornare in Italia.

[r.s.] [foto: Frecce Tricolori su Trieste, Ministero della Difesa]

spot_img
Avatar
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

Ultime notizie

Dello stesso autore