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martedì, 4 Ottobre 2022

Lavoro: ok VI Comm a ddl 129 per attrarre e trattenere talenti in Fvg

05.05.2021 – 18.43 – Un primo via libera in attesa di apportare in sede d’Aula, come richiesto da alcuni rappresentanti dell’Opposizione, le modifiche auspicate per rendere più efficace un provvedimento volto ad attrarre o a trattenere in Friuli Venezia Giulia giovani dotati di competenze particolarmente richieste dal tessuto produttivo ma che, troppo spesso, finiscono per trovare altrove migliori opportunità professionali o retribuzioni più alte. La VI Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar), ha dunque espresso parere favorevole a maggioranza al disegno di legge 129 che determina le disposizioni in materia di sostegno alla permanenza, al rientro e all’attrazione sul territorio regionale di giovani professionalità altamente specializzate. Il ddl 129 Talenti Fvg, presentato dalla Giunta regionale il 15 marzo 2021 e composto da 10 articoli, è stato valutato anche alla luce degli interventi illustrativi in videoconferenza dell’assessore regionale a Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, Alessia Rosolen. Relatori di maggioranza saranno lo stesso presidente Sibau e Stefano Turchet (Lega); quelli di minoranza saranno Mauro Capozzella (M5S), Chiara Da Giau (Pd) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). L’esame del documento, giunto al cospetto della VI Commissione dopo essere stato posticipato dalla data originaria del 15 aprile, ha richiesto un dibattito al quale hanno preso parte, oltre ai futuri relatori, anche i consiglieri Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia) e Stefano Turchet (Lega).

Già in fase introduttiva Honsell aveva parlato di “legge positiva nel titolo, ma poi nel contesto generale molto debole. Non è facendo una selezione sui talenti che si rende più attrattivo il territorio”. Il pentastellato Capozzella, dal canto suo, ha evidenziato “alcune debolezze strutturali che vanno da un contributo economico modesto fino al ruolo improprio dei Centri per l’impiego”, oltre al mancato allargamento agli istituti tecnici superiori e alle lauree triennali. L’interesse di Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia) si è concentrato soprattutto sulla richiesta di approfondimenti e dettagli, come quelli relativi ai “criteri che dividono le classi di laurea più rilevanti e le eventuali modifiche già previste nel tempo”.

Il leghista Turchet, invece, ha riportato la discussione “sull’obiettivo originario di una legge fatta per i lavoratori e pare quindi necessario concentrarsi sulla platea di laureati e diplomati qui considerati. Se la Regione ha il compito di attrarre, inoltre, quello di trattenere spetta agli imprenditori”. L’esponente dem Da Giau ha ricordato le due proposte già presentate dal suo Gruppo consiliare, ma poi stralciate dall’Aula durante l’esame della legge di Stabilità (uno a prima firma sua, l’altro di Cristiano Shaurli). Soprattutto riguardo gli interventi a sostegno di progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di processi per favorire la permanenza o il rientro di giovani ricercatori ha auspicato di poter riproporre il tema con alcune opportune modifiche sotto forma di emendamento.

“Speravamo in norme dal respiro più ampio e anche in un’interdisciplinarietà capace di unire le competenze dell’assessore al Lavoro a quelle del collega ad Attività produttive e Turismo. I giovani – ha sottolineato Da Giau – devono trovare opportunità in regione, ma possono loro stessi costituire un’opportunità a vantaggio delle imprese per migliorarsi e innovare”. L’assessore Rosolen, nel difendere ruolo e importanza dei Centri per l’impiego, li ha definiti “un servizio per i cittadini e anche la lunga mano dell’Amministrazione pubblica nell’attuazione delle politiche, attive o passive, a vantaggio di tutti i lavoratori. Questo ddl comprende azioni per valorizzare l’alta professionalità degli Under 35 che il nostro sistema formativo non è in grado di garantire in numero sufficiente”. Tra le proposte avanzate, riguardo i benefici economici a favore dei giovani, Da Giau ha chiesto di inserire, oltre all’una tantum, una quota di 500 euro per chi sposta la residenza in Fvg, un contributo per i servizi per la prima infanzia e vantaggi anche per il lavoratore autonomo che sposta in regionale la sede di lavoro. Ha auspicato inoltre una collaborazione con le associazioni dei corregionali all’estero per una sorta di grande rete in grado di coinvolgere i giovani specializzati e uno studio per migliorare l’attrattività di Comuni che garantiscono qualità di vita e di lavoro a vantaggio di lavoratori digitali, freelance e smart workers disponibili a trasferirsi.

(c.s.) d.g.

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