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sabato, 3 Dicembre 2022

Yates vince all’Alpe di Mera e recupera su Caruso in generale, Bernal si gestisce e contiene il ritardo

28.05.2021 – È Simon Yates a vincere sul traguardo dell’Alpe di Mera, nella diciannovesima tappa del Giro2021. Il britannico della BikeExchange trova il successo di tappa e riduce ancora il suo ritardo in classifica generale su Damiano Caruso (a cui recupera, abbuoni compresi, 41″) e su Bernal. Il colombiano, dopo essere andato in difficoltà a Sega di Ala, non replica allo scatto di Yates nell’ascesa finale, riuscendo comunque a contenere il ritardo dal vincitore di tappa: non è più il Bernal dominante delle prime due settimane, ma adesso il colombiano della Ineos sta dimostrando di avere una grande capacità tattica e di auto-gestione.

Bernal rimane in maglia rosa, con un vantaggio comunque rassicurante sugli inseguitori (2’29” su Caruso e 2’49” su Yates, con una sola occasione utile per quest’ultimo di ricucire lo strappo, prima della crono finale di Milano). Yates recupera tanto a Caruso, che ha ora sul britannico soltanto 20″; ma il siciliano è ormai vicinissimo al podio finale, visto che Vlasov (quarto nella generale) ha un ritardo rispetto al corridore della Bahrein di 3’42”.

Abbiategrasso-Alpe di Mera, cronaca della diciannovesima tappa del Giro2021.

Dopo la giornata di “licenza” che il gruppo si è preso nel corso della diciottesima tappa, la diciannovesima tappa del Giro2021 (ancorché in versione “ridotta” per non passare a Mottarone, in segno di rispetto verso le vittime della tragedia di Stresa, alle cui famiglie i corridori hanno deciso di donare l’intero montepremi in denaro di giornata) presenta tutte le caratteristiche per essere una tappa di quelle cattive, visto soprattutto l’arrivo in salita all’Alpe di Mera. Come sempre in questa edizione della Corsa Rosa, la tappa è movimentata sin dall’inizio da diversi tentativi di scatto, che vengono controllati dal gruppo, che intende controllare bene la composizione di un eventuale gruppetto in avanscoperta. E così, ci vogliono circa 40 chilometri prima che a sei uomini (tra cui Venchiarutti, Aleotti e Pasqualon) venga dato il via libera per avventurarsi in fuga.

Il drappello dei sei prende un discreto margine, ma la Deceuninck di Almeida e la BikeExchange di Yates si mettono in testa al gruppo, evitando che la fuga possa davvero scappare e così il vantaggio dei fuggitivi non supera i 3’40”. I fuggitivi intraprendono la salita verso l’Alpe Agogna, con il gruppo che controlla senza far aumentare il vantaggio. Proprio nel gruppo, nella discesa che precede il traguardo volante di Baveno (vinto da Pasqualon con Venchiarutti secondo) il ritmo della Deceuninck rischia di far staccare gli uomini Ineos Puccio e Martinez, costringendo Ganna a lavorare per farli rientrare e rimettersi a tirare in testa al plotone. L’azione ha però il merito di far scendere il vantaggio dei fuggitivi, ora poco superiore ai 2′. Dietro, una brutta caduta coinvolge Brambilla: per il corridore della Trek è obbligatorio il ritiro, l’ennesimo per la squadra di Nibali ormai ridotta all’osso.

I battistrada intraprendono la salita verso il GPM di Passo della Calma, con Venchiarutti che alza bandiera bianca e viene presto ripreso dal plotone (ora ridotto a una cinquantina di unità, con il solito gruppetto dei velocisti ben staccato), mentre Pasqualon prova a tenere alta l’andatura. Il ritmo imposto da Deceuninck e BikeExchange è però molto alto e il vantaggio dei primi continua ad assottigliarsi, scendendo sotto il minuto nei pressi del traguardo volante di Scopello. Si arriva così alla salita finale, intrapresa in testa al gruppo dalla Deceuninck, con i battistrada che sono ormai a pochi metri. In gruppo rimangono ormai in pochi: Ganna, concluso il proprio lavoro, si stacca e con lui anche – tra gli altri – Gaviria. Christian prova ad allungare pochi secondi prima che il gruppo riprenda i suoi compagni di fuga, ma il suo tentativo è di breve durata.

Ai -7 scatta Almeida, con la Ineos che non risponde. Il primo a rispondere è Yates, seguito immediatamente da Caruso. Il gruppetto, dunque, si spezza in due: davanti ci sono cinque uomini – tra cui Almeida, Yates e Caruso – mentre poco dietro si trova il drappello Ineos, con Bernal che, memore della piccola crisi di Sega di Ala, seguita allo scatto per tenere la ruota di Yates, decide di mantenere il proprio ritmo. Yates scatta di nuovo: il britannico ora ha 10″ di vantaggio su Caruso, Almeida e Vlasov e 24″ sul drappello di Bernal. Scatta anche Carthy, che va presto a riprendere il drappello dei tre inseguitori, mentre Bernal (rimasto con il solo Martinez a scortarlo) sceglie ancora di non rispondere, anche se poco dopo dopo il gruppetto della maglia rosa riprende Carthy, Caruso, Almeida e Vlasov, mentre le pendenze diventano sempre più ripide.

A fare il ritmo del gruppetto è ora il gregario di Bernal, Martinez, che permette al suo capitano (e a chi riesce a non staccarsi) di ridurre il ritardo da Yates. Lo scudiero della maglia rosa esaurisce il suo lavoro e ora è proprio Bernal a dover fare l’andatura, seguito a ruota da Almeida, mentre Caruso sembra perdere qualche metro, pur senza allontanarsi troppo dai due colleghi. A 2 chilometri dalla fine, il vantaggio di Yates scende sotto i 20″. Caruso soffre, ma non molla, anche se viene ripreso da Vlasov, mentre Almeida sembra riuscire a staccare Bernal per lanciarsi alla rincorsa di Yates. È troppo tardi: il britannico va a vincere sul traguardo di Mera, con Almeida secondo. Nel finale Bernal rallenta, pagando circa una ventina di secondi dal portoghese e arrivando poco davanti a Caruso, quarto davanti a Vlasov.

Ordine d’arrivo 19ª tappa:
1- Yates (Team BikeExchange), in 4h02’56”.
2- Almeida (Deceuninck), a 0’10”.
3- Bernal (Ineos), a 0’28”.
4- Caruso (Bahrein), a 0’32”.
5- Vlasov (Astana), a s.t.
6- Martin (Israel), a 0’42”.
7- Martinez (Ineos), a 0’49”.
8- Bowman (Jumbo Visma), a 1’25”.
9- Foss (Jumbo Visma), s,t.
10- Bardet (Team DSM), s.t.

Classifica generale (maglia rosa) dopo 19 tappe:
1- Bernal (Ineos), in 81h13’37”.
2- Caruso (Bahrein), a 2’29”.
3- Yates (Team BikeExchange), a 2’49”.
4- Vlasov (Astana), a 6’11”.
5- Carthy (EF Education), a 7’10”.
6- Bardet (Team DSM), a 7’32”.
7- Martinez (Ineos), a 7’42”.
8- Almeida (Deceuninck), a 8’26”.
9- Foss (Jumbo Visma), a 10’19”.
10- Martin (Israel), a 13’55”.

Classifica a punti (maglia ciclamino) dopo 19 tappe:
1- Sagan (BORA Hansgrohe), 135.
2- Cimolai (Israel), 113.
3- Gaviria (UAE), 110.
4- Viviani (Cofidis), 86.
5- Bernal (Ineos), 68.

Classifica GPM (maglia azzurra) dopo 19 tappe:
1- Bouchard (AG2R), 180.
2- Bernal (Ineos), 121.
3- Martin (Israel), 83.
4- Yates (Team Bike Exchange), 57.
5- Mollema (Trek), 53.

Classifica Under25 (maglia bianca) dopo 19 tappe:
1- Bernal (Ineos), in 81h13’37”.
2- Vlasov (Astana), a 6’11”.
3- Martinez (Ineos), a 7’42”.
4- Almeida (Deceuninck), a 8’26”.
5- Foss (Jumbo Visma), a 10’19”.

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