Capolavoro Bernal sullo sterrato, per il colombiano tappa e maglia

16.05.2021 – C’è sempre una prima volta e sullo sterrato di Campo Felice c’è anche la prima volta di Egan Bernal, anzi, una doppia prima volta: il colombiano della Ineos centra infatti il suo primo successo di tappa al Giro, indossando anche la prima maglia rosa della sua carriera grazie a uno scatto infernale negli ultimi 500 metri di sterrato. Subito dietro di lui l’abruzzese Giulio Ciccone, con l’Italia che per l’ennesima volta riesce a salire sul podio di tappa di questo Giro d’Italia, mentre dietro – oltre all’ungherese Valter, tagliato fuori dal lavoro della Ineos sulle rampe finali – paga dazio anche Remco Evenepoel, che comunque limita i danni e arriva quarto a 10″.

Si difende bene lo Squalo Nibali, che contiene il ritardo dal terribile colombiano in 35″ e dimostra che, pur non essendo al meglio della condizione (oltre all’infortunio subito circa un mese prima della partenza della corsa rosa, nell’ottava tappa aveva anche subito una caduta per fortuna senza troppe conseguenze), dimostra di poter ancora stare vicino ai migliori nonostante la differenza di età (13 anni tra lui e Bernal). Tappa movimentata sin dall’inizio, che regala brividi con la terribile caduta di Mohoric, trasportato in ospedale per accertamenti.

Castel di Sangro-Campo Felice: cronaca della nona tappa del Giro 2021

Percorso molto complicato, quello della nona tappa del Giro 2021, ricco di saliscendi e di pendenze difficili sin dalla partenza. Le caratteristiche della tappa sembrano adatte a qualche tentativo di fuga sin dall’inizio e, difatti, già dai primissimi metri, si assiste a diversi scatti, tutti però facilmente controllati dal gruppo e così per tutta la prima parte di tappa non ci sono vere e proprie fughe. Un drappello di una quindicina di corridori sembra riuscire a prendere vantaggio in vista del GPM di Passo Godi, tra cui figurano ben tre uomini della Bahrein: la maglia azzurra Mäder, trascinato dal compagno Mohoric, raggiunti poco dopo anche da Caruso. È proprio il vincitore di Ascoli a portare a casa i 18 punti per essere transitato per primo sul GPM, davanti a Mollema. Nella discesa successiva, Mohoric è vittima di una tremenda caduta che richiede l’intervento dell’ambulanza (il ciclista è comunque sempre rimasto cosciente), mentre i fuggitivi vengono ripresi dal gruppo a circa 100 chilometri dall’arrivo grazie al lavoro della BikeExchange di Yates.

Anche in questa fase la situazione in gruppo è frizzante: diversi scatti, tutti comunque ripresi dal gruppo, che non sembra intenzionato a lasciare andare nessuna azione. Un nuovo attacco viene lanciato nella salita verso Forca Ciarlotta e stavolta sembra quello buono: sono quindici i corridori in avanscoperta, tra cui Fabbro, Gallopin, Sanchez, Ulissi, Kangert, Bennett e Mollema, sui quali si riportano poco dopo anche Sepulveda e Visconti. L’attacco sembra finalmente andare in porto, perché il gruppo, guidato dalla Groupama della maglia rosa Valter, non alza i ritmi. Il vantaggio degli attaccanti aumenta superando i 3′ nei pressi del GPM di Forca Caruso, dove il primo a transitare è il francese della AG2R Bouchard. I fuggitivi procedono insieme anche nella discesa seguente che conduce verso Celano dove è situato il traguardo volante, da cui si ricomincia a salire verso l’ultimo GPM, quello di Ovindoli, con il vantaggio sul gruppo che rimane ora pressoché invariato.

Dal gruppo si staccano diversi corridori: oltre ai velocisti, diversi altri atleti si attardano sin dalle prime pedalate dell’ascesa, con il gruppo della maglia rosa che diventa via via più piccolo, mentre tra i primi qualcuno cerca di cambiare ritmo: il primo è Ulissi e poco dopo lo imitano anche gli altri. In sei riescono ora a prendere il comando, tra cui Bennett, Fabbro e Mollema, mentre perdono terreno Visconti e Sepulveda, che pagano lo sforzo fatto in precedenza per riportarsi sui primi. Il ritardo del gruppo, trainato come accade frequentemente dalla Ineos e in particolare da Moscon, scende di qualche secondo, pur rimanendo comunque sempre stabile. Davanti, in vista di Ovindoli, sono Carr e Bouchard ad avvantaggiarsi, mentre alcuni tra i primi fuggitivi (tra cui Ulissi) alzano bandiera bianca e così a inseguire la coppia di testa sono in nove, con un distacco comunque di una quindicina di secondi. A transitare per primo al GPM è Bouchard, quando il percorso torna a scendere prima dell’ultima ascesa verso il traguardo. In gruppo, Evenepoel e la Deceuninck provano a sfruttare il vento per sorprendere la maglia rosa, ma il gruppo è attento e non si spezza e, anzi, riduce il divario dai primi.

L’andatura del gruppo sembra ora tornare a ridursi, mentre tra i primi Carr non regge più il ritmo di Bouchard, che tenta di proseguire il proprio attacco in solitaria e transita sul traguardo volante di Rocca di Cambio (posto a circa 6 chilometri dall’arrivo) con ancora 2′ di vantaggio sul gruppo, mentre gli inseguitori raggiungono Carr e mantengono nel mirino il francese della AG2R, quando la tappa entra nell’ultima salita verso il traguardo. La maglia rosa va in difficoltà, anche a causa del forcing nella parte alta del gruppo della Ineos e intanto davanti il neerlandese della Jumbo Visma riprende Bouchard quando questi inizia la parte finale della tappa, quello dello sterrato. Il gruppo si avvicina drasticamente, tirata sempre dalla Ineos, il cui nuovo cambio di ritmo con Moscon taglia fuori la maglia rosa Valter e mette in difficoltà anche Evenepoel e Nibali. Bernal attacca a 500 metri dal traguardo e riprende sullo slancio i fuggitivi, con Ciccone che cerca di tenere la ruota ma non riesce a tenere il passo. Il colombiano della Ineos vince la sua prima tappa al Giro e indossa la sua prima maglia rosa, mentre Ciccone e Vlasov si piazzano sul podio. Perde una decina di secondi Evenepoel, mentre Nibali ferma a 35″ il suo ritardo. Più staccata l’ormai ex maglia rosa Valter, messa in difficoltà dal forcing della Ineos.

Ordine di arrivo 9ª tappa:
1- Bernal (Ineos), in 4h08’23”.
2- Ciccone (Trek), a 0’07”.
3- Vlasov (Astana), s.t.
4- Evenepoel (Deceuninck), a 0’10”.
5- Martin (Israel), s.t.
6- Caruso (Bahrein), a 0’12”.
7- Bardet (Team DSM), s.t.
8- Soler (Movistar), s.t.
9- Martinez (Ineos), s.t.
10- Almeida (Deceuninck), s.t.

Classifica generale (maglia rosa) dopo 9 tappe:
1- Bernal (Ineos), in 35h19’22”.
2- Evenepoel (Deceuninck), a 0’15”.
3- Vlasov (Astana), a 0’21”.
4- Ciccone (Trek), a 0’36”.
5- Valter (Groupama), a 0’43”.
6- Carthy (EF Education), a 0’44”.
7- Caruso (Bahrein), a 0’45”.
8- Martin (Israel), a 0’51”.
9- Yates (BikeExchange), a 0’55”.
10- Formolo (UAE), a 1’01”.

Classifica a punti (maglia ciclamino) dopo 9 tappe:
1- Merlier (Alpecin), 83.
2- Nizzolo (Team Qhubeka), 76.
3- Viviani (Cofidis), 69.
4- Cimolai (Israel), 66.
5- Sagan (BORA Hansgroe), 57.

Classifica scalatori (maglia azzurra) dopo 9 tappe:
1- Bouchard (AG2R), 51.
2- Bernal (Ineos), 48.
3- Mäder (Bahrein), 44.
4- Mollema (Trek), 23.
5- Ciccone (Trek), 20.

Classifica Under25 (maglia bianca) dopo 9 tappe:
1- Bernal (Ineos), in 35h19’22”.
2- Evenepoel (Deceuninck), a 0’15”.
3- Vlasov (Astana), a 0’21”.
4- Valter (Groupama), a 0’43”.
5- Martinez (Ineos), a 1’12”.