29.05.2021 – È il Chelsea a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della Champions League alla voce “2020/2021”. I Bleus vincono nella bella finale contro il Manchester City disputatasi al Dragao di Porto davanti a circa 14000 spettatori, al termine di una partita bella e combattuta, ma in cui i londinesi hanno avuto il merito di giocare con più intelligenza e, forse, con meno paura di non vincere rispetto agli avversari. Più bello e ad alto ritmo il primo tempo, più spezzettato il secondo, anche grazie alla bravura del Chelsea che, avanti nel punteggio, sa rompere con saggezza il gioco avversario. Per la società di Abramovich si tratta della seconda Champions della propria storia, dopo quella vinta nel 2012 con Di Matteo in panchina. Una curiosità: anche in quell’occasione il Chelsea aveva cambiato allenatore a stagione in corso.
L’inizio della partita, come si confà a una finale di Champions League, è ad altissima intensità: sebbene sia il City a pressare di più la metà campo avversaria, i Blues non stanno soltanto a guardare e quello che ne viene fuori è una prima parte di gara estremamente godibile, con la sfera che, come in una partita di tennis, viaggia velocemente da una metà del campo all’altra e con diverse occasioni da ambo le parti. Al 38′ si fa male Thiago Silva, costretto a guardare da bordo campo il resto della finale, ma il Chelsea non è tramortito dall’uscita del suo giocatore più esperto, anzi: al 43′ arriva un gran gol che nasce dall’area di rigore londinese, con Mendy che dà palla velocemente in avanti a Mount nella propria trequarti. Questi vede immediatamente il taglio alle spalle della difesa avversaria di Havertz, il quale con il controllo dribbla Ederson, in uscita disperata, ed entrando in area deve solo spingere il pallone in rete.
I londinesi vanno al riposo avanti nel punteggio e sanno che nella ripresa dovranno gestire: ed è, di fatto, quello che accade: i Citizens hanno dalla loro il possesso palla, che il Chelsea concede volentieri fino alla trequarti, quando poi entra in scena il recuperapalloni per eccellenza, che abbassa il cancello e non lascia passare nessuno. La gara si irruvidisce un po’: uno scontro tra l’ex romanista Rudiger e De Bruyne costringe il belga a lasciare il campo e, poco dopo, anche Azpilicueta resta a terra dopo un contrasto, ma si rialza e rimane in campo. Gli uomini di Tuchel sfiorano anche il gol in ripartenza, con il solito Havertz che non centra la porta per questione di centimetri, mentre il City sa che deve riversarsi in avanti ma, malgrado l’ingresso in campo di Aguero e Gabriel Jesus, fatica a farlo con costanza e, quando lo fa, anche se in alcuni momenti il Chelsea va in affanno non riesce a concretizzare. Finisce così, 1-0, con un gol di Havertz. E per Tuchel e i suoi è apoteosi.


