Vacanze (pasquali) all’estero? Speranza inasprisce le regole per il rientro

01.04.2021 – 09.48 – Dallo scorso ottobre 2020, il settore del turismo in Italia è pressoché bloccato: sono permesse, in zona arancione, dopo alcuni chiarimenti legislativi, le visite delle guide e degli accompagnatori turistici, ma al di là di ciò l’intera filiera rimane congelata in un’eterna attesa.
Le vacanze di Pasqua in quest’ambito hanno assistito all’assenza di una proposta volta a fornire ossigeno alle agenzie e agli operatori turistici: a differenza che in altri stati, come in Grecia, non vi è stato nemmeno il tentativo di pensare a zone Covid free, a tamponi veloci per i turisti, a “villaggi” dedicati al di fuori delle zone pandemiche.

In questo contesto, la possibilità di svolgere le vacanze all’estero, ma non in patria, ha aizzato le polemiche. A cui sono seguite le reazioni da parte del Governo che ha inasprito proprio in questi giorni le regole per il rientro dai paesi europei. L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza prevede infatti obbligo di tampone per chi viene o rientra in Italia, con 5 giorni obbligatori di quarantena e un secondo tampone alla fine dell’isolamento. La quarantena è obbligatoria a prescindere dall’esito del tampone. Il provvedimento sarà in vigore fino al 6 aprile, con valenza per i 14 giorni precedenti all’arrivo.

L’ordinanza, essendo giunta a pochi giorni dalle vacanze pasquali, ha avuto l’involontario effetto di danneggiare ulteriormente il settore: non erano poche infatti le agenzie di viaggi che erano riuscite a siglare qualche piccolo affare con gli italiani desiderosi di avere una vacanza organizzata all’estero. E non erano nemmeno pochi coloro che erano già partiti; e che ora dovranno comprendere come far coesistere 5 giorni di quarantena con gli impegni di lavoro e/o burocratici.
L’evidente paradosso pertanto è di una stretta che, per evitare la percepita “minaccia” di un turismo all’estero, strazia ulteriormente la filiera turistica nazionale.

[z.s.]