Il Liceo Galileo Galilei è hub coding girls

19.04.2021 – 18.00 – Il Liceo Galileo Galieli è un hub del coding girls. Cosa significa esattamente? Lo chiediamo a Matteo Dalmiglio, docente di informatica presso il liceo triestino.
Dalmiglio: Il progetto-programma Coding Girls è quello di accelerare il raggiungimento delle pari opportunità nel settore scientifico e tecnologico agendo su diversi fronti: lotta ai pregiudizi e agli stereotipi di genere, formazione paritaria, modelli positivi, esperienze formative trasformative. Alla base del movimento Coding Girls vi è una cordata educativa.

  • Aiutare le giovani studentesse ad avere fiducia nella scienza
  • Sensibilizzare le giovani donne sull’importanza dell’impegno nel mondo del lavoro
  • Orientare agli studi e alle professioni STEAM verso le carriere del futuro

Il Liceo Scientifico Galileo Galilei, per il secondo anno consecutivo, ha aderito a tale progetto e in quanto sede di allenamento, di partecipazione e di diffusione dei principi condivisi si è visto riconoscere il titolo di Hub Coding Girls, cioè di luogo che punta alla parità di genere attraverso il linguaggio computazionale.
Quando è nata l’iniziativa?
Coding Girls nasce nel 2014 come iniziativa sostenuta dalla Missione Diplomatica degli Stati Uniti in Italia, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Roma Capitale e Microsoft. Nelle successive edizioni il progetto è cresciuto fino a configurarsi come un programma formativo aumentato volto ad allenare i giovani alle STEAM, ma soprattutto ad aiutare le giovani studentesse ad avere fiducia nella scienza e a orientarsi nelle carriere del futuro. Oggi partecipano alla cordata educativa altre ambasciate, enti, organizzazioni ma soprattutto i più prestigiosi atenei italiani.
Quante ragazze coinvolge?

Coding
Francesca Persico e Ferderico De Martin

Questo anno scolastico abbiamo avuto l’adesione di 32 partecipanti, 19 ragazze e 13 ragazzi tra classi terze e quarte. Dopo un primo incontro comune, i ragazzi si sono suddivisi in 8 gruppi misti nei quali hanno lavorato ad un loro progetto in linea con gli obiettivi di questo anno che riguardavano l’introduzione a linguaggi di Coding per realizzazione di siti web con AI, di software di programmazione, utilizzando strumenti utili per il team e lo smart working.
C’è candidatura spontanea per il coding girls?
Diciamo che la proposta arriva sempre dall’alto, generalmente dai docenti di informatica alle classi del percorso di Scienze Applicate, ma la risposta di solito è spontanea e basata sul reale interesse dei partecipanti, senza costrizioni od obblighi.
L’anno scorso poi 6 “nostri” ragazzi, tra più di 90 partecipanti, hanno vinto il primo posto durante l’hackathon svolto all’università di Trieste sul tema “If there were no borders”, e quindi anche per difendere il titolo conquistato sono stati spronati a partecipare anche questo anno in rappresentanza del Liceo.
Lavorare in questo modo ha comportato una crescita del gruppo?

gruppo classe coding
Gruppo classe coding

Certamente tra le ricadute di questa partecipazione c’è la crescita delle ragazze e dei ragazzi dal punto di vista del lavoro in gruppo, nonché la conoscenza di nuovi strumenti digitali che potranno poi rivendere nel loro futuro scolastico e chissà, anche lavorativo tra qualche anno. La partecipazione poi ad un “PITCHTON” online, cioè di un evento finale in cui dovranno presentare i loro lavori, li aiuterà a sviluppare doti comunicative e strategie risolutive che torneranno sicuramente utili nella loro vita scolastica e non.
Chi è il prof Dalmiglio?
E’ un giovanissimo 44enne
, ex-ricercatore, che dopo 10 anni di precariato nel mondo della ricerca ha deciso di entrare nel mondo del precariato della scuola. Laureato in fisica e con dottorato in nanotecnologie, ho avuto diversi contratti di ricerca presso i laboratori e le linee di luce del Sincrotrone di Trieste nonché presso i laboratori del JRC, il Centro Comune di Ricerca della Comunità Europea. Nonostante gli anni passati a lavorare come ricercatore non ho mai smesso di tenere vivo un legame col mondo della scuola, insegnando contemporaneamente matematica e fisica ai ragazzi dei percorsi formativi dell’Enaip. Ed è felice della scelta fatta, perchè l’insegnamento e il lavorare coi ragazzi è una della professioni più belle che ci possano essere.