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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Dalla Mujalonga verso la Trieste Half Marathon: prepararsi alla gara, con Elena Padovese

27.04.2021 – 11.35 – Un percorso mozzafiato che si snoda per dieci chilometri lungo il litorale costiero: è la Mujalonga sul Mar, la manifestazione nazionale di atletica leggera svoltasi il 18 aprile 2021 che, nonostante i tempi di pandemia, grazie ad un’organizzazione curata nei minimi dettagli, con partenze scaglionate, ha visto la presenza di numerosi partecipanti. A raccontarci la gara vissuta “dall’interno” è Elena PadoveseLife coach specializzata in forma fisica raggiunta con la corsa che vi ha partecipato assieme al gruppo che sta allenando: una tappa intermedia all’interno di un percorso più ampio che, assieme alla Trieste Half Marathon del 2 maggio, vede quale obiettivo finale la Maratona di Berlino del 26 settembre.
Ma come ci si prepara a una gara come la Mujalonga partendo da zero? Innanzitutto, spiega Elena, il primo passo è quello di darsi un obiettivo, non solo in termini di distanza ma anche di tempo: “per un runner amatore o per una persona che parte da zero, un buon obiettivo potrebbe essere quello di percorrere dieci chilometri entro l’ora”. Per quanto riguarda l’allenamento, “dal mio punto di vista” continua la Life coach, “se non si ha mai corso prima, non si può di certo partire correndo subito. L’ideale è quindi iniziare ad inserire un minuto di corsa intervallato a uno/due minuti di camminata, in modo da ‘spezzettare’ una determinata distanza in due passi diversi. Poi, man mano che si prende confidenza con il movimento si possono aumentare in modo graduale i minuti di corsa a discapito dei minuti di camminata in modo da fondere sempre più i due movimenti, fino raggiungere i trenta minuti di corsa consecutiva”. Due/tre mesi è il tempo di preparazione necessario a chi si approccia per la prima volta a questo tipo di gara, spiega. (Per saperne di più e poter iniziare in modo autonomo si consiglia la lettura del libro: Trasforma la tua vita attraverso il movimento” scritto da Elena con tutti i suggerimenti per chi parte da zero comprese le tabelle di allenamento).

Oltre a un ottimo campo di allenamento, la Mujalonga è stata inoltre anche l’occasione per Elena di testare il “calcolatore”: uno strumento che permette di dare al runner la percezione dello stato di avanzamento del proprio lavoro e cioè di quanto lontano o vicino sia rispetto all’obiettivo prefissato. Partendo dalla formula di riferimento derivata dagli studi dell’ingegnere Pete Riegel– che misurando i percorsi di gara per ufficializzarli e omologarli ha raccolto una serie di dati andando a creare una sorta di curva di regressione – “si è riusciti a calcolare e prevedere il proprio tempo teorico per fare una distanza X maggiore, come ad esempio una mezza maratona, rispetto a distanze più piccole intermedie”. “Ai ragazzi” spiega Elena “ho quindi detto di prendere come riferimento il tempo che avevano realizzato in gara per stimare il loro tempo teorico per la mezza maratona e per vedere la proiezione per la gara di Berlino”.

Conclusa la Mujalonga, primo step intermedio in vista della maratona di Berlino, Elena sta ora preparando il suo gruppo di lavoro per il prossimo obiettivo: la Trieste Half Marathon in programma il 2 maggio. La preparazione, racconta, prevede due allenamenti di potenziamento e tre di corsa alla settimana, uno dedicato allo sviluppo della velocità, uno che mira alla gestione del ritmo aerobico e infine uno più lungo nel weekend. Per quanto riguarda i lunghi, continua la Life coach, “sto chiedendo al gruppo di iniziare a testare anche l’aspetto idratazione e alimentazione per capire ciascuno la propria strategia da applicare”.
La mezza maratona è una gara complessa” osserva, “perché è abbastanza lunga da richiedere al runner una buona gestione delle energie e, al contempo, rispetto ad altre distanze, è sufficientemente corta per poter ‘spingere’, e quindi non per forza bisogna gestirla tutta in risparmio energetico”. “E’ una gara molto utile per conoscersi, per capire che tipologia di atleta si è, e questo è fondamentale” conclude: “la corsa si gusta ascoltandosi, prestando attenzione alle sensazioni che il corpo lancia, belle o brutte che siano. Ed è proprio con il raggiungimento di questo livello di comprensione che si diventa un runnercompleto a tutti gli effetti“.

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