Anthony Lucas, il triestino-croato che reinventò i pozzi petroliferi

27.03.2021 – 08.30 – Viaggiando negli Stati Uniti e dirigendosi nel sud del paese, nello stato del Texas, è possibile visitare, vicino alla città di Beaumont, un antico giacimento petrolifero noto come “Spindletop“. Quando venne inaugurato, oltre un secolo addietro (10 gennaio 1901), la pressione del giacimento era tale che per 9 giorni il pozzo petrolifero eruttò l'”oro nero” senza interruzione, creando un appiccicoso lago di un miglio. Si trattò del primo giacimento petrolifero scoperto all’interno di una formazione geologica; in precedenza la gran parte dei pozzi era situata nella Pennsylvania, sulla costa orientale del paese. La scoperta di Spindletop permise di triplicare l’intera produzione di petrolio statunitense firmando pertanto la fine dell’era del vapore. Sarà a partire dalla scoperta di Spindletop che nascerà la moderna industria chimica e automobilistica.

Il visitatore, quando si avvicina all’antico pozzo, scopre la silhouette aliena di un obelisco di granito di 18 metri, immerso nel desolato panorama texano.
La scritta, corrosa dal tempo, recita:

In questo punto
Nel decimo giorno del
Ventesimo secolo
Una nuova era
Nella civiltà umana ebbe inizio.

L’iscrizione, colma di fervore positivista, commemora un uomo: Anthony Francis Lucas (1855-1926). Uno yankee? Non esattamente, perché si tratta dell’americanizzazione di un nome croato, “Antun Lucic“, un cittadino austro-ungarico che visse a lungo a Trieste. Oggigiorno dimenticato tanto in Croazia quanto a Trieste, Lucic è invece considerato negli Stati Uniti il padre della moderna industria petrolifera. D’alcuni definito addirittura il “Tesla del petrolio”, Lucic ricevette proprio a Trieste quella formazione scientifico-tecnica che gli permise il successo negli USA, realizzando quella svolta industriale le cui conseguenze ambientali tutt’oggi ci affliggono.

Spindletop a seguito dell’invenzione di Lucas: una foresta di torri petrolifere (1902)

Anthony Francis Lucas nacque nel 1855 a Split/Spalato, nella Dalmazia dell’impero austriaco. Il padre era stato un imprenditore attivo nel settore della cantieristica; i suoi antenati provenivano dal Montenegro. Quando aveva sei anni, la famiglia si trasferì a Trieste dove Lucas frequentò le eccellenti scuole austriache che prediligevano una formazione scientifica. Specificatamente ebbe particolare influsso sul giovane Lucas l’Imperial Regio Ginnasio di Stato (Kaiserlich Koniglich Staatsgymnasium). Si trattava della scuola per studenti di lingua tedesca situata in Piazza Lipsia, oggi Hortis, che forniva accesso agli studi universitari.
In questo periodo Lucas fraternizzava con i compagni di studio irredentisti e addirittura partecipava con gli italiani alle scazzottate contro gli studenti tedeschi, picchiandosi con tanto di pietre e randelli.
Forse per questo motivo tutt’oggi molti americani riportano, anche in blasonate biografie, che fosse o italiano nato a Trieste, o un triestino, o addirittura un austriaco. Un fatto che evidenzia, pur essendo solo un aneddoto, la peculiare situazione di una Trieste multilinguistica dove gli schieramenti nazionali erano piuttosto “fluidi”.

A diciotto anni Lucas scelse d’iscriversi al Politecnico di Graz; nello stesso periodo, per una singolare coincidenza, vi studiava anche un giovane Nikola Tesla. Dopo aver conseguito il titolo d’ingegnere – all’epoca bastava un biennio e un po’ di sudata esperienza – Lucas entrò nella Marina Austriaca, ottenendo presto la nomina di luogotenente. Le sue origini slave, si accorse ben presto, gli impedivano di fare carriera velocemente; pertanto quando un lontano zio negli USA lo invitò a fargli visita il giovane ingegnere croato non si lascio sfuggire l’occasione.

Per un giovane ambizioso, che all’epoca aveva solo 24 anni, gli Stati Uniti esercitavano un fascino irresistibile. Approfittando di un permesso di sei mesi, Lucas scelse di rimanere negli Stati Uniti e iniziò a lavorare come ingegnere meccanico e minerario. Il suo primo lavoro, volto a migliorare l’efficacia di una segheria meccanica in Michigan, prevedeva una paga tre volte superiore al suo salario come ufficiale di marina.
Nel giro di tre anni Lucas ottenne la cittadinanza: era ora Anthony Francis Lucas, cittadino americano (9 maggio 1885). Nonostante non avesse ufficialmente dichiarato di aver lasciato il servizio nella Marina Austriaca, quando ritornò a Trieste e a Pola per una vacanza, i suoi colleghi della Marina furono contenti di rivederlo e sorprendentemente le autorità non accamparono problemi per la sua “diserzione”.
Nel 1888 Lucas ritornò di nuovo negli USA e si dedicò a tempo pieno a lavorare come ingegnere dapprima nelle miniere d’oro del Colorado e poi in quelle di sale.
In quest’ultimo caso Lucas iniziò a sperimentare con le formazioni geologiche e con i depositi dapprima di sale e poi di zolfo e petrolio che celano nelle proprie profondità. A Lafayette ad esempio Lucas scoprì un deposito tanto di sale quanto di petrolio; ma la tecnologia non era sufficientemente sviluppata da garantirne lo sfruttamento (1899).

Successivamente Lucas iniziò alcune rilevazioni, volte a individuare depositi di petrolio, presso Beaumont. La collinetta di Spindletop presentava tracce di idrogeno gassoso solforato; esalazioni che lasciavano indovinare un vasto ammontare di zolfo o di petrolio. Altri ingegneri in precedenza avevano tentato la trivellazione, ma erano rimasti bloccati da uno strato di infide sabbie mobili.
Grazie all’esperienza accumulata con le miniere di sale, Lucas poté utilizzare un trapano rotante idraulico che andò perfezionando man mano che tentava di raggiungere l’agognato oro nero.
Tuttavia, mentre i tentativi di realizzare il pozzo si susseguivano, Lucas si ritrovò presto in cerca di finanziamenti, incontrando un’aperta ostilità. Non era mai successo prima d’ora che un giacimento venisse individuato in simili quantità sotto una formazione geologica di quel genere. E una successione senza fine di geologi, imprenditori e magnati affermarono che né in Russia, Borneo, Sumatra e Romania era mai stato estratto petrolio in quelle condizioni. Come tanti altri inventori Lucas alla fine ottenne un finanziatore, ma solo rinunciando alla maggior parte dei suoi (eventuali) profitti.

Dopo diversi tentativi infruttuosi e l’utilizzo inedito di una valvola di non ritorno mai utilizzata negli scavi petroliferi, Lucas infine raggiunse il giacimento. L’esplosione che ne seguì fu qualcosa di mai visto nell’industria del tempo: un flusso ininterrotto di petrolio che raggiungeva i 46 metri di altezza che continuò ininterrotto per 9 giorni. La sfida di come incanalare questa terribile forza nel minor tempo possibile – ogni ora significava perdere oltre 4mila barili di oro nero, ogni giorno 100mila barili – portò Lucas alla sua successiva invenzione, il cosiddetto “Albero di Natale“. Attraverso la classica intelaiatura (derrick) della torre, Lucas inserì un sistema rudimentale di valvole, tubi e bobine responsabili di regolare il flusso di petrolio per garantirne lo stoccaggio, evitando che continuasse a schizzare alla sommità (lo Spindletop “gusher). Il “Christmas Tree (Oil Well)” rimane il più importante lascito di Lucas: prima della sua scoperta non sarebbe stato praticabile utilizzare il petrolio per il consumo di massa. Il giacimento di Spindletop proiettò a tutti gli effetti l’industria petrolifera nella contemporaneità.

Anthony Francis Lucas in tarda età, a sinistra del gruppo, riconoscibile dai baffetti

A partire da questo successo che segnò il primo dei grandi “boom” petroliferi, Lucas viaggiò a lungo in Romania, Russia, Messico e in Algeria, sperimentando e perfezionando i propri metodi estrattivi. Tutt’oggi, per la molteplicità di invenzioni e correzioni tecniche che apportò all’industria estrattiva, può essere considerato a ragione il padre dell’industria petrolifera. E ci piace pensare che tutto ebbe simbolicamente inizio presso il Ginnasio triestino che gli conferì quell’educazione scientifico-tecnica senza la quale sarebbe rimasto, come il padre, un costruttore di navi al largo della Dalmazia.

Fonti: McBeth and Reid Sayers, Pioneering the Gulf coast; a story of the life and accomplishments of Capt. Anthony F. Lucas, 1918 in Internet Archive
La biografia americana ha anche fornito le foto presenti nell’articolo.

Davide Ludovisi, Federica Sgorbissa, Trieste e la scienza. Storia e personaggi, MGS Press, 2018

[z.s.]
[Riproduzione riservata]