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lunedì, 5 Dicembre 2022

Ambiente FVG, sottoscritto protocollo pilota per riciclo capsule caffè

17.03.2021 – 14:00 – Si è tenuta questa mattina, presso la “Sala Mosaico” del Palazzo Regionale di Via Carducci 6, a Trieste, la cerimonia di sottoscrizione del protocollo d’intesa per la realizzazione del piano di recupero delle capsule in plastica del caffè esauste. Con la firma odierna di Regione Friuli Venezia Giulia, ARPA FVG, IllyCaffè e Nestlè Italiana, e delle tre aziende che gestiscono il ciclo dei rifiuti in Regione quali Net Spa, A&T2000 ed AcegasApsAmga, si è voluto dare il via ad un progetto pilota il quale, in caso di buon funzionamento, possa essere preso in considerazione nei prossimi anni anche da altre regioni italiane. Il Friuli Venezia Giulia, al momento, è in fatti la prima Regione del nostro Paese ad aver aderito a questo progetto, il quale, se non dovessero insorgere ostacoli, sarà avviato a partire dal mese di Luglio 2021.

All’evento hanno preso parte l’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente e all’Energia, Fabio Scoccimarro, il Direttore Generale di ARPA FVG, Stellio Vatta, l’A.D di Illycaffè, Massimiliano Pogliani, il Presidente di Net, Mario Raggi, il Consigliere di Amministrazione di A&T2000, Giampaolo Graberi, il Responsabile Servizi Ambientali di AcegasApsAmga, Giovanni Piccoli, e, collegata in videoconferenza, la Business Executive Officer di Nestlè Italiana, Federica Braghi.

Il commento dell’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente e all’Energia FVG, Fabio Scoccimarro:

Siamo i primi in Italia a portare avanti un progetto di economia circolare in questo campo, coinvolgendo due grandi aziende e i gestori dei rifiuti per il riutilizzo delle capsule di caffè esauste; ci sono tutti i presupposti affinché da progetto pilota diventi esempio per tutta Italia. Per questo mi impegno fin d’ora a portare i risultati di questa sperimentazione all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni come buona pratica da consolidare a livello nazionale“.

“La Regione ha attivato due anni fa un gruppo di lavoro interdirezionale che si occupa di “Economia circolare” – ha ricordato l’Assessore – con lo scopo di contribuire a realizzare l’obiettivo di anticipare di 5 anni il raggiungimento del Green Deal Europeo in Friuli Venezia Giulia, ovvero di un equilibrio economico-ambientale sostenibile. Quello di oggi è un esempio concreto di questo impegno, estremamente importante anche per il peso degli attori coinvolti.

Il progetto, sottoscritto quest’oggi, prevede la raccolta differenziata delle capsule esauste di caffè, il loro trattamento presso un apposito impianto sperimentale di separazione delle capsule dal loro contenuto e il successivo avvio a recupero dei materiali separati. A fronte di un crescente utilizzo di capsule da caffè, ad oggi non esiste un sistema strutturato ed integrato per la loro raccolta differenziata e riciclaggio. Le capsule vengono gettate come rifiuti indifferenziati e, dopo un primo trattamento, finiscono in discarica o in inceneritore. Come si legge nel protocollo siglato oggi, l’attuale gestione di questi rifiuti produce impatti negativi sull’ambiente. Eppure, la composizione dell’imballo, costituito da plastica e altri materiali quali alluminio, carta, film plastici potrebbe essere riciclato, trovando uno sbocco di alto valore nel mercato, mentre il contenuto di parte umida, una miscela di acqua e polvere di caffè, potrebbe essere compostata.

Illycaffè e Nestlè Italiana si sono impegnate a sostenere i costi del progetto, compresi quelli della progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto sperimentale di separazione delle capsule e quelli connessi alla gestione dei rifiuti, mentre i tre gestori metteranno a disposizione il loro know-how, i propri impianti dislocati sul territorio (principalmente a Campoformido, Pasian di Prato, Trieste e Udine), effettueranno la raccolta differenziata e sostanzialmente organizzeranno la filiera del recupero”.

Il commento di Massimiliano Pogliani, A.D. di Illycaffè:

“Siamo consapevoli che la sfida per un mondo sostenibile si può vincere solo unendo le forze, perché questo tipo di collaborazione può basarsi solo su una comunione di valori condivisi e quando si parla di bene comune e rispetto dell’ambiente non ci deve essere competizione ma collaborazione”.

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