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domenica, 25 Settembre 2022

Un recupero in chiave logistico-ambientale per l’Italcementi di Trieste

08.02.2021 – 10.11 – L’ex Italcementi di Trieste, situata in via Caboto, è stata acquistata da due imprenditori veneziani, rispettivamente Giovanni Rocelli e Francesco Fracasso. La possibile acquisizione era già stata rumoreggiata dai giornali locali a seguito dell’acquisto della vicina ex Manifattura Tabacchi di Trieste. L’interesse che si va sviluppando nell’area è – parzialmente – risultato della nuova Piattaforma Logistica e della generale crescita del porto, giacché in un modo o nell’altro tutti i progetti di riqualificazione in periferia vertono attorno allo shipping.
Il vecchio cementificio conta 105mila metri quadri, la cui destinazione d’uso appare ancora incerta. Il Piccolo riporta che la riqualificazione dell’area potrebbe creare, seocndo i nuovi proprietari, addirittura “un migliaio di posti di lavoro”. Tra i possibili, nuovi, utilizzi compaiono la collaborazione con l’Università di Trieste nel campo dell’industria 4.0 (si parla di “tecnologie avanzate“) e la gestione dei camion in entrata e in uscita dal porto, per alleggerire la pressione sullo scalo giuliano. Gli imprenditori giunti dal Veneto promettono in ogni caso una serrata collaborazione con le autorità competenti, dall’Authority, al Comune, alla Regione.

I primi progetti per una cementeria a Trieste risalgono al 1938, ma si dovette aspettare il secondo dopoguerra affinchè il progetto diventasse realtà, con la prima pietra posta il 21 gennaio 1951 e l’apertura ufficiale nel 1954, ancora sotto il Governo militare alleato. Il calcare necessario per il cemento proveniva dalla vicina cava di san Giuseppe, a cui l’Italcementi era connessa tramite una “famosa” teleferica, smantellata appena nel 2014. Nel 1959 venne realizzato il pontile di 200 metri con gru e l’Italcementi iniziò a gestire un’esportazione di cemento notevole, con il primo carico per via mare: 13mila tonnellate destinate ai paesi in via di sviluppo rispettivamente in Africa e in Vietnam.
Negli ultimi anni, dopo la chiusura dell’impianto, una parte era stata riutilizzata dal gruppo carinziano Wietersdorfer quale base logistica a Trieste (dal 2019 ad oggi). Il gruppo infatti continuerà a utilizzare l’Italcementi fino al 2022, quando anche la metà “austriaca” passerà ai nuovi proprietari.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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