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domenica, 2 Ottobre 2022

Palazzo Carciotti, (possibili) segnali d’interesse da Austria e Slovenia

22.02.2021 – 08.41 – Il cambio di rotta del Comune di Trieste nell’annosa questione della riqualificazione di Palazzo Carciotti, con la nuova opzione di fornire in uso l’immobile per 50/90 anni, conservandone la proprietà, ha aperto nuove prospettive di recupero. La sola vendita del Palazzo – non esente da polemiche, essendo l’edificio patrimonio dello skyline cittadino – non aveva portato a reali risultati, con l’eccezione della proposta di un imprenditore stiriano e di una dimostrazione d’interesse di Invimit Sgr (Investimenti Immobiliari Italiani Sgr S.p.A.), una società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Piccolo riporta a questo proposito alcune novità, secondo cui il Palazzo interesserebbe a tre possibili imprese, rispettivamente due austriache e una slovena.
Nel primo caso uno dei due austriaci è il gruppo Jp Immobilien che aveva già acquistato il Palazzo delle Ferrovie in piazza Vittorio Veneto per 10 milioni di euro. Anche nel caso di Palazzo Carciotti s’ipotizza un hotel a cinque stelle, forte della posizione sul mare.
Nel caso dell’impresa slovena invece, sempre secondo il giornale locale, l’interessato è Joc Pececnik, fondatore di interblock gaming, che tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila applicò la computeristica ai giochi d’azzardo, rivoluzionando l’intero settore dei classici giochi da casinò, con l’introduzione del touchscreen e il passaggio definitivo dall’analogico al digitale. Non rimane che scoprire se anche questa “scommessa”, stavolta architettonica, si rivelerà vincente o solo un bluff.

Il Palazzo Carciotti nasce quale casa-magazzino, peculiare costruzione propria del Borgo Teresiano, per volontà del commerciante greco Demetrio, che desiderava “una grandiosa fabbrica senza risparmio di spesa alla riva del mare in fianco del Canal grande, che riuscirà di abbellimento e decoro a questa città” (1799).
La Soprintendenza ha posto sotto tutela la facciata, che rappresenta la componente in assoluto di maggiore pregio del palazzo, così come al suo interno i pavimenti lignei e lapidei, gli stucchi, le stufe in maiolica, i camini, le sculture di Antonio Bosa e gli affreschi di Giuseppe Bernardino Bison.
L’edificio, essendo degli inizi dell’Ottocento, poggia ancora le proprie fondamenta su un sistema di “palafitte”; pertanto il suo recupero assume una particolare urgenza alla luce del progressivo “sprofondamento” dell’edificio, evidente nel prospetto dinanzi al mare.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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