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domenica, 7 Agosto 2022

La notizia (prima falsa, poi triste realtà) della morte di Fausto Gresini. Uno schiaffo al giornalismo ‘veloce’

23.02.2021 – 19.16 – “Fausto Gresini è morto, anzi no”. La notizia del decesso dell’ex campione del mondo della classe 125 e team manager, diffusa da Adnkronos e Ap e rilanciata da alcune testate di carattere nazionale, è stata smentita, attorno alla mezzanotte della giornata stessa, dal team presieduto da Gresini e dal quale prendeva il nome: “Nonostante le notizie in circolazione, attualmente Fausto è ancora fra noi, seppure in condizioni critiche”. Fausto Gresini ci ha lasciati stamattina, portato via da un’emorragia cerebrale seguita alla polmonite e al Covid, aveva da poco compiuto 60 anni. Lascia un vuoto nel motociclismo italiano: prima campione del mondo 1985 e 1987 e poi punto di riferimento come manager. Capirossi gli deve molto e potrebbe essere stato lo stesso per il giapponese Daijiro Kato, se un incidente non avesse troncato tragicamente la sua giovane carriera nel 2003. Nei familiari di Fausto Gresini, oltre al dolore per la sua morte, c’è anche l’irritazione per la diffusione della notizia inesatta del decesso di stanotte: non era vero.

Il giornalismo vive da sempre stretto tra due poli, necessari l’uno all’altro eppure opposti: da un lato la necessità di fornire una notizia accurata, dall’altro il diffonderla il prima possibile, in modo da non far perdere all’evento la propria carica informativa. Per quanto riguarda la veridicità della notizia, la consapevolezza in chi scrive è di una approssimazione intrinseca alla professione. Se perseguire l’oggettività è una prerogativa morale in chi riporta una notizia, l’aderenza assoluta a ciò che è accaduto è quasi impossibile. Prendiamo un caso di cronaca (ma il discorso si può ampliare a molti campi, anche meno seri, altrimenti il bar sport non esisterebbe): un incidente è un fatto, ma due testimoni, in buona fede entrambi, possono dare due versioni diverse. Perciò la verifica delle fonti, attraverso il confronto di più informazioni possibili, non è una prerogativa, ma è la professione: il giornalismo è selezione di alcuni materiali rispetto ad altri, non accumulo di dati. Lo si è visto nei mesi in cui il Covid si è abbattuto sulla nostra società con maggior violenza: non bastava dare il dato, andava analizzato, spiegato, contestualizzato. Ci vuole più tempo, ma in momenti delicati come quello che abbiamo vissuto ci voleva precisione, e chi ha sacrificato l’accuratezza per dare notizie prima degli altri non sempre ci ha guadagnato. Il veneziano Aldo Manuzio, uno dei primi editori italiani vissuto tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, aveva ben presente la massima latina “Festina lente” (“affrettati lentamente”) tanto che su ogni frontespizio lo simboleggiava con un delfino attorno a un’àncora. Pensiero e azione. Il buon giornalismo sta in equilibrio tra i due poli sopra citati, tuttavia con la crescita dei quotidiani sul web la bilancia pende sempre più verso il secondo: la velocità nel dare la notizia, il click da cui deriva il guadagno e l’abbraccio mortale è proprio questo. La capacità di diffondere notizie in qualunque momento della giornata è il motivo per cui i siti di informazione stanno soppiantando i quotidiani ella mattina, ed è anche il motivo per cui la radio sta vivendo una seconda giovinezza. Tuttavia, permettendo una informazione praticamente “in diretta”, l’equilibrio tra la verifica delle fonti e la rapidità di diffusione è diventato più fragile.

Nel caso di Fausto Gresini, si è spezzato ancora una volta e nell’anno di pandemia l’ha già fatto molte altre: è stata fornita una notizia di grande impatto, ma falsa. Gresini lottava ancora mentre il web celebrava il suo funerale. Non è il primo segnale preoccupante che arriva: qualche anno fa, Facebook offrì ai propri utenti una guida contro le fake news. Ogni volta che ci si trovava di fronte a una notizia dubbia, il catalogo consigliava, tra le altre cose, di “controllare l’Url del sito, investigare sulle fonti e cercare altre segnalazione sul tema”. Tutte cose da fare prima di premere ‘invio’.

[d.g.]

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