“In mezaria del corso de la vita…” La Divina Commedia in triestino

03.02.2021 – 08.15 –In mezaria del corso de la vita me go trovà int’una boscaia scura parché gavevo perso la via drita…” Il nome Nereo Zeper sarà familiare a chi bazzica gli ambienti dialettali triestini; lo scrittore è infatti impegnato da decenni nell’impresa di tradurre dal volgare dantesco al dialetto triestino gli endecasillabi della Divina Commedia. Dopo 25 anni e 642 pagine completate, l’opera può dirsi conclusa: l’intero magnus opus è stato oggetto di una ciclopica translation.
Classe 1950, Zeper, che difende il triestino come dialetto vero e nonuna brutta copia involgarita dell’italiano“, ha già tradotto in passato “Le avventure di Pinocchio” di Collodi ed ha collaborato a “Il Nuovo Doria – Grande Dizionario del dialetto triestino”, con Mario Doria, ed ha scritto la “Grammatica del dialetto triestino – confrontata con la grammatica della lingua italiana”.

In questo caso, ha pubblicato il lavoro di volta in volta che completava le cantiche: Inferno nel 1999 e Purgatorio nel 2013 e, secondo quanto riporta il giornale, sarebbe ora in cerca di un editore per completare l’edizione.
E in tal senso lancia un appello alla città e, soprattutto, alla politica, perché il suo lavoro diventi “patrimonio condiviso a disposizione di tutti”. Una frecciatina la sua, che fa leva sullo storico antagonismo tra giuliani e friulani, sottolineando l’impegno delle amministrazioni friulane nella valorizzazione della loro ‘lenghe furlane’, operazione di tutela che non trova invece un analogo impegno da parte triestina.

[i.v.]

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