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sabato, 2 Luglio 2022

Fvg-Ue, Zanin in Civex: nuovo patto migrazione e asilo sia equilibrato

16.02.2021 – 17.24 – “L’Unione europea ha fatto bene a esaminare in maniera seria il tema della migrazione e dell’asilo attraverso un patto che si fonda su responsabilità proporzionale e solidarietà, superando le pecche manifestate dal regolamento di Dublino“. Lo ha evidenziato oggi il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, nel corso di un intervento in videoconferenza durante i lavori del Comitato europeo delle Regioni (CdR), in particolare della Commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (Civex) della quale è vicepresidente. La riunione era incentrata sull’esame del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, illustrato dalla relatrice (la tedesca Antje Grotheer, vicepresidente del Consiglio comunale di Brema) e in attesa di essere presentato alla sessione plenaria del CdR in programma a metà marzo. “Bene la riflessione relativa al superamento del vincolo sui Paesi di primo approdo – ha specificato il presidente del Cr Fvg, riprendendo le tematiche esposte da Groother – e anche i numerosi richiami al coinvolgimento delle autorità locali e regionali su numerosi aspetti relativi alle procedure. In particolare, l’accesso diretto alle risorse finanziarie”. Ai lavori ha preso parte anche lo svedese Tomas Tobé, relatore del Parlamento europeo in merito al regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione.

“Dovremmo confermare quanto previsto dagli estensori del documento – ha aggiunto Zanin – perché credo che siano equilibrati riguardo il meccanismo di solidarietà obbligatoria e la responsabilità proporzionale, finalizzati a garantire che l’Ue sia ferma con coloro che non sono ammissibili, severa con i trafficanti di uomini e donne, solidale con i migranti e i richiedenti asilo che ne hanno diritto”. “Parlando da una Regione come il Friuli Venezia Giulia, al confine nordest dell’Italia, mi auguro – ha concluso Zanin – che gli altri Paesi dell’Ue, meno coinvolti sul tema specifico, sappiano essere uniti sul principio di condivisione dell’ideale europeo”.

Il patto, oggetto di una sessantina di emendamenti, mira a costruire un sistema in grado di gestire e normalizzare a lungo termine la migrazione. L’obiettivo è quello di instaurare un quadro europeo duraturo per gestire l’interdipendenza tra le politiche e le decisioni degli Stati membri, nessuno dei quali chiamato ad accollarsi responsabilità sproporzionate ma, altresì, legato a una solidarietà paritaria su base costante.

Un approccio globale che contempla le politiche nei settori della migrazione, dell’asilo, dell’integrazione e della gestione delle frontiere, che ha già visto la Commissione intraprendere consultazioni specifiche con il Parlamento europeo, tutti gli Stati membri e un’ampia gamma di portatori d’interessi della società civile, delle parti sociali e delle imprese.
(c.s.) d.g.

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