Fabrizio Mezzetti, mezzo secolo dedicato alla Ginnastica Triestina

03.02.2021 – 11:00 – Un amore ineluttabile quello tra lo sport e Fabrizio Mezzetti, ex ginnasta ed attuale responsabile della Sezione Maschile di Ginnastica Artistica della Società Ginnastica Triestina, il quale, proprio a quest’ultima, ha dedicato mezzo secolo della sua vita, prima come atleta e in seguito come istruttore. Al fianco anche di grandi atleti olimpici, nel corso degli anni ha preso parte a decine di competizioni, diventanto Direttore Tecnico Regionale G.A.M. e ricevendo svariati riconoscimenti. Lo abbiamo intervistato per voi:

Buongiorno signor Mezzetti, complimenti per questo suo nuovo traguardo, ci racconterebbe un po’ di lei e della sua carriera prima da atleta e poi da allenatore?

“Mi chiamo Fabrizio Mezzetti e sono nato a Trieste nel Settembre del 1968. Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico G.Galilei ho studiato presso l’ISEF di Padova, dove ho conseguito il diploma di insegnante di Educazione Fisica. Dal 1987 sono istruttore di Ginnastica Artistica presso la Società Ginnastica Triestina, ruolo che ricopro tutt’ora tanto per i corsi base quanto per quelli degli agonisti e degli adulti. Ho anche conseguito il brevetto di Tecnico Federale della Ginnastica d’Italia”.

“Nel 1997 ho ricevuto il premio Panathlon e nel 2017 il premio CONI come allenatore”.

“Attualmente insegno anche Educazione Fisica presso la Scuola Elementare Sacro Cuore di Trieste e collaboro con due scuole di formazione professionale triestine quali Edilmaster e il CIOFS sempre nell’ambito dell’Educazione Fisica. In passato, ho insegnato anche presso l’Istituto Ritmeyer di Trieste con ragazzi non vedenti e ipovedenti”.

“Dal 2009, come preparatore atletico e dell’acrobatica, collaboro con la società Unione Sportiva Triestina Nuoto per il settore tuffi e con la Nazionale di tuffi. Qui ho avuto il piacere di lavorare con importanti atlete azzurre quali la bolzanina Tania Cagnotto e la trentina Francesca Dallapè (ero nello staff alle Olimpiadi di Rio 2016 dove vinsero ben due medaglie). Altre soddisfazioni, tuttavia, sono arrivate con le numerose medaglie in ambito europeo di Noemi Batki”.

“Dal 2013 sono Direttore Tecnico Regionale G.A.M. (ginnastica artistica maschile, ndr) del Friuli Venezia Giulia e mi occupo di formare i nuovi tecnici”.

“Da qualche anno, infine, sono divenuto il responsabile della preparazione atletica per il nuoto e il nuoto sincronizzato dell’Unione Sportiva Triestina Nuoto”.

Una vita dedicata allo sport, da quanto tempo lo pratica e come si è avvicinato ad esso?

“Ho iniziato a praticare ginnastica artistica nei corsi di base nel Gennaio del 1971. Tutto ciò lo devo a mia mamma e ai miei nonni; a 6 anni, invece, sono stato selezionato per il corso di agonismo, dove ho iniziato veramente a sudare (ma anche a gioire) in palestra, fino a quando, nel Settembre del 1987, ho iniziato a frequentare l’ ISEF di Padova”.

Perchè proprio la Ginnastica Artistica?

“E’ una disciplina che mi è subito entrata dentro come passione e l’ho vista come potenziale futuro lavoro. La Ginnastica Artistica è uno sport completo dove poter ricercare la precisione e, successivamente, nuovi elementi tecnici. Essa è una disciplina molto varia dove la fatica è di casa ma che, dopo molto sudore, errori e delusioni, alla fine sa ripagarti con grandi emozioni e soddisfazioni. Un po’ come succede in tutti gli ambiti della nostra vita. La ginnastica ti insegna sin da giovane a non rinunciare, ad insistere, a perseverare, provando e riprovando, con la consapevolezza che l’obiettivo è li davanti a te e si può raggiungere, se lo si vuole davvero. Chi invece ci rinuncia ancor prima di incominciare ha già perso”.

Nella sua lunga carriera a quale tipologia di gare ha preso parte? Ha consgeuito anche titoli?

“Ho preso parte a molti campionati italiani individuali e a squadre. Ho vinto numerosi titoli regionali e fatto parte di rappresentative regionali. Il 3° posto alla Coppa Italia a squadre e alcuni piazzamenti individuali ai campionati italiani sono i migliori risultati in gara.

“Successivamente ho fatto parte della squadra della Ginnastica Triestina che ha partecipato al Campionato Nazionale di Serie A. Dalla SGT ho ricevuto anche diversi riconoscimenti come miglior ginnasta in svariate occasioni”.

“Negli anni, sono stato convocato anche a molti raduni regionali e ad alcuni collegiali nazionali”.

Com’è il suo rapporto con la Società Ginnastica Triestina? Sono molti gli anni trascorsi con la divisa biancoceleste sulle spalle, qual è, fino ad ora, il suo ricordo più bello?

“Ho dedicato veramente tanto tempo a questa Società; sia per quanto riguarda le ore di studio della ginnastica, della programmazione degli allenamenti, della preparazione dei corsi di formazione, sia per quanto concerne la sistemazione e manutenzione degli attrezzi ginnici della palestra”.

“Negli anni, ho cercato di consigliare i dirigenti con nuove iniziative per migliorare l’offerta formativa societaria, con la creazione di nuovi corsi o semplici idee per stare al passo con i tempi e i nostri concorrenti”.

“Sono molto affezionato a questo glorioso sodalizio e, a volte, in passato, vedere l’edificio così privo di manutenzione mi ha suscitato una profonda tristezza. Tra i molti ricordi belli mi viene in mente un saggio di fine anno in cui ho fatto da regista: ore su ore passate a casa per gestire circa 600 atleti, dividere in settori lo spazio per le esibizioni, per l’attesa, coordinare i tecnici delle varie sezioni, il pubblico; una vera faticaccia. Però alla fine i commenti dei genitori, dei dirigenti e soprattutto degli stessi atleti mi hanno fatto capire che era stato tutto molto apprezzato. In ogni caso, molto lo devo anche ai miei preziosi collaboratori”.

Nella ginnastica, c‘è più soddisfazione nel partecipare da atleta o nell’insegnare da istruttore?

“L’emozione che si prova a prendere parte ad una gara come atleta è molto diversa da quella provata come allenatore. Se gareggi ti concentri su te stesso e tifi per i compagni di squadra, come allenatore ogni volta che un tuo ginnasta entra in campo soffri ogni volta. Se poi ne porti in gara 10 a 6 attrezzi ciascuno…”

“Ho avuto tante più soddisfazioni come allenatore che come atleta: titoli italiani e regionali, podi nelle gare a squadre nazionali, nelle gare interregionali, e convocazioni ad allenamenti nazionali sia come allenatore sia con atleti da portare”.

Negli ultimi anni la Società Ginnastica Triestina ha avuto una storia un po’ turbolenta; oggi sembra aver trovato finalmente la retta via e, secondo gli addetti ai lavori, in Via Ginnastica 47 è tornata l’armonia che mancava da tempo. Cosa ne pensa dell’attuale gestione?

“Sono molto contento dell’attuale gestione. Il nuovo Presidente, Massimo Varrecchia, si è sempre dimostrato molto vicino ai problemi delle varie sezioni, soprattutto per quanto concerne gli standard di sicurezza per gli atleti. Negli ultimi mesi, con l’avvento del Covid-19, il direttivo ha dovuto gestire la non facile situazione pandemica, riuscendoci a mio parere molto bene, investendo molte risorse per la sicurezza di chi frequenta i nostri impianti e prodigandosi per trovare zone all’aperto alternative per svolgere gli allenamenti; soprattutto per quanto riguarda i non agonisti”.

“Molta attenzione, inoltre, è stata posta per il messaggio educativo che lo sport può e deve dare ai ragazzi e genitori. Questo secondo me è un accorgimento importante”.

“In futuro sono previste nuove ed accattivanti iniziative per i soci, non vedo l’ora di vedere i frutti di questa gestione senza l’handicap della pandemia. Io, in ogni caso, sono pronto a dare il mio contributo”.