Trieste-F.Bologna, l’analisi pre-partita a 24 ore dalla palla a due

09.01.2020 – 17:45 – Obiettivo, proseguire la striscia positiva: dopo due vittorie di fila, l’Allianz Pallacanestro Trieste torna in campo, questa volta in trasferta. Domani (Domenica 10 Gennaio), alle ore 17.30 presso la UNIPOL Arena, i biancorossi si troveranno di fronte la Fortitudo Bologna, sotto la direzione arbitrale di Carmelo Lo Guzzo, Andrea Bongiorni e Marco Pierantozzi. Stagione decisamente complessa quella della “Effe”, al momento tredicesima in graduatoria con dieci punti (bilancio di 5 vittorie e 8 sconfitte, ndr): i felsinei hanno sostituito in corsa il CT della Nazionale Romeo Sacchetti con Luca Dalmonte, in forza da inizio Dicembre.

Rispetto alla formazione di inizio stagione, la Fortitudo ha rilasciato Tre’Shaun Fletcher ed il triestino Nicolò Dellosto, mentre ha prolungato fino al termine della stagione il contratto del centro pordenonese Marco Cusin (0.8 punti e 2.5 rimbalzi, ndr), veterano di 211 centimetri e 36 anni che allunga le rotazioni degli interni. Dalla scomparsa della Virtus Roma, poi, sono arrivati anche Tommaso Baldasso (playmaker, 191 centimetri), che ha avuto il tempo di giocare una partita con 8 punti e 6 assist in 28 minuti e Dario Hunt, centro americano di 206 centimetri per 104 chili, che assicura presenza interna (5 punti e 4.5 rimbalzi) e pericolosità e, nel momento in cui entrerà stabilmente nelle rotazioni di Dalmonte, potrà essere importante.

Il quintetto base è governato da Matteo Fantinelli, regista di stazza (195 centimetri) classe ’93, che è un “mister utilità” nel senso che accumula cifre importanti in diversi settori: 7.3 punti, 4.1 rimbalzi e 3.9 assist di media, con il 63.3% da due ed il 55.6% da tre, pur con un numero basso di tentativi. Al suo fianco, un’accoppiata di attaccanti puri come Adrian Banks e Pietro Aradori: Banks, americano di trentacinque anni, è il classico bomber che sa segnare in diversi modi ed è alla sua sesta reincarnazione italiana, oltre alle tappe in Belgio ed Israele. Terzo scorer di Bologna con 15.6 punti in 32.7 minuti, serve anche 5 assist di media e subisce 4.9 falli ad incontro, tirando con il 47.6% da due, il 30% dalla distanza e l’82.7% ai liberi. Il suo compagno di reparto è “Bum-Bum” Aradori, uno dei giocatori italiani più in luce: appartiene alla categoria degli attaccanti di razza e, con i suoi 196 centimetri per 100 chili, ricopre senza problemi il ruolo di ala piccola. Per lui, ci sono 15.6 punti, 3.5 rimbalzi e 3.2 assist, pur con qualche errore di troppo (42.9% da due, 37.1% da tre), ma sempre con grande talento sul campo.

L’ala forte è Todd Withers, giocatore di 202 centimetri del ’96 che, dopo il college a Queens, ha giocato due anni ai Grand Rapids Drive per poi approdare questa stagione in Italia: 11.8 punti e 4.4 rimbalzi di media le cifre di quest’ala, che tende ad allargarsi molto per il tiro da fuori (41.2% su oltre 5 tentativi di media, oltre al 79.3% ai liberi) ed ha ottima propensione offensiva. Il pivot più quotato è Ethan Happ, che dopo l’infortunio al gomito di fine ottobre sta confermando le sue qualità, che sono quelle di un giocatore di 208 centimetri per 108 chili di ottima tecnica: il venticinquenne ex Cremona produce 13.6 punti, 9 rimbalzi, 2.6 assist e 1.3 stoppate ad allacciata di scarpe, con il 56% da due ed il 51.7% in lunetta.

Dalla panchina, Wesley Saunders è il giocatore più produttivo: a ventotto anni, questo swingman di 196 centimetri è ormai una sicurezza per il campionato italiano e, pur con qualche problema fisico, sta comunque dando il suo contributo di duttilità e presenza. Per lui, in 27.3 minuti, ci sono 16 punti di media (top scorer Fortitudo) con 5.8 rimbalzi, 2.2 recuperi e 2 assist di media, tirando con il 57.1% da due ed il 96% ai liberi, pur non colpendo mai da tre punti. Si è messo molto in luce, nell’ultimo periodo, anche il prospetto Leonardo Totè, che a 24 anni sta sfruttando al meglio i suoi 207 centimetri: parte ogni tanto in quintetto come lungo e, in 16.6 minuti, “spreme” 8.1 punti e 3.5 rimbalzi, con il 62% da due, oltre a 0.9 stoppate per gara.

Altri giocatori utili sono Gherardo Sabatini (play, 183 cm, 1994), regista da 4 punti e 1.9 assist, capace di alzare i ritmi e rendersi pericoloso anche ad alto livello; Mattia Palumbo, promettente esterno del 2000 di 199 centimetri di scuola Stella Azzurra Roma, che segna 3.4 punti con 2.9 rimbalzi ed il 68.8% da due. Chiude le rotazioni il capitano Stefano Mancinelli, vero simbolo Fortitudo: nativo di Chieti, quest’ala di 203 centimetri ha oramai quasi 38 anni, ma trova ancora il modo di giocare 11.6 minuti a partita (2.4 punti e 1.4 rimbalzi).

Il commento dell’Assistant Coach alabardato, Franco Ciani:

“La vittoria contro Reggio Emilia è stata un po’ la cartina tornasole di quello che è stato il lavoro di questo ultimo periodo, per quanto portato avanti con una certa difficoltà e inframezzato da moltissime partite. Un lavoro dove l’idea è stata sempre quella di recuperare prima la condizione generale dei singoli giocatori, ma anche complessivamente del gruppo, e poi ritrovare quella capacità di giocare insieme, quella intercambiabilità e quella assoluta distribuzione di responsabilità di grande importanza all’interno dei componenti del gruppo stesso”.

“Ritrovandoci in una sorta di pre campionato ritardato l’obiettivo è stato quello di ritrovarci in quelli che sono i nostri equilibri e credo che le ultime gare in generale ma soprattutto quella con Reggio Emilia ci abbiano dato proprio la risposta che volevamo da questo punto di vista: un atteggiamento da parte della squadra assolutamente propositivo e positivo nel riprendere questo cammino”.

“Quella con la Fortitudo non sarà una partita facile da decifrare sul profilo tecnico-tattico per svariati motivi. Innanzitutto è una squadra che comunque viene da alcune settimane di un programma tecnico e tattico completamente rinnovato, con il con il cambio di allenatore ma anche proprio il cambio di filosofia tra i due allenatori. Poi gli infortuni e anche sul loro fronte il fatto di non sapere ancora quali e quanti giocatori saranno disponibili, anche questo ha sicuramente reso difficile il lavoro di costruzione e assemblaggio che la Fortitudo stessa sta svolgendo”.

“Trovare una chiave di lettura sarà quindi difficile: primo perché non sappiamo ancora quali saranno i giocatori completamente recuperati o a che grado di condizioni saranno quelli che scenderanno in campo e questo influisce chiaramente anche in chiave tattica, di struttura di squadra”.

“Noi di conseguenza dobbiamo essere pronti a diverse soluzioni, pronti sotto il profilo tattico ma soprattutto dobbiamo essere in grado di continuare a giocare la nostra pallacanestro. Quello che abbiamo fatto nelle ultime partite è stato sicuramente tenere in considerazione i punti di forza e le caratteristiche, le qualità, dei nostri avversari ma soprattutto ci siamo impegnati a portare avanti quello di cui parlavamo prima, la ricostruzione e il riassemblaggio del nostro gruppo e questo dovremo continuare a farlo. Dopodiché saremo a un passo dalla fine del girone di andata e potremo cominciare ad avere un primo segnale di quello che è stata la prima metà del campionato, una metà travagliata ma che in questa in quest’ultima parte sicuramente ci sta dimostrando che ci stiamo ritrovando”.

CS