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martedì, 4 Ottobre 2022

FVG a rischio zona “rosso scuro”: cosa cambia? Fedriga, “Penalizzato chi fa più tamponi”

26.01.2021 – 07.00 – Un nuovo colore va ad arricchire la suddivisione territoriale ormai determinata dall’andamento del contagio da Covid-19. E’ il rosso scuro, che con la nuova “mappa del contagio” in Europa, mostrata in anteprima dal commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, formulata sulla base degli ultimi dati raccolti dall’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie), impone l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione Europea ai territori che vi rientrano. Per quanto riguarda l’Italia, il Friuli Venezia Giulia, assieme ad Emilia Romagna, Veneto, e Provincia autonoma di Bolzano sono quelle che ne entrerebbero a far parte.
La ragione è il numero dei contagi: nella nuova colorazione, infatti, si trovano quei territori che presentavano (al 17 gennaio) un numero cumulativo di casi superiore a 500 ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni: nel caso del Friuli Venezia Giulia il tasso corrispondeva a 768 casi ogni 100 mila abitanti, l’Emilia-Romagna 528, il Veneto 656 e la Provincia autonomia di Bolzano 696.

Cosa cambierebbe dunque, se i dati del 17 gennaio venissero confermati? Per chi proviene da queste aree, gli stati dovranno prevedere un test prima della partenza e una quarantena all’arrivo. Inoltre, nella proposta della Commissione, che aggiorna le regole sui viaggi, viene sottolineato come, vista l’aumentata capacità di effettuare i test, “gli Stati dovrebbero usare di più i test pre-partenza anche nelle aree arancioni, rosse o grigie” (esclusi i i transfrontalieri ed i lavoratori del settore dei trasporti).

E’ arrivato rapido il commento da parte dei Presidenti dei territori coinvolti: “Imporre ai cittadini delle nostre Regioni l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione europea, così come previsto per le realtà colorate di ‘rosso scuro’, significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi” hanno osservato i presidenti Stefano Bonaccini, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia.
“Il dato dell’incidenza sui 100mila abitanti implica pertanto che la valutazione viene operata sul numero assoluto di positivi riscontrati. Ne deriva dunque una situazione paradossale” hanno concluso “che, anziché incentivare le amministrazioni a potenziare i controlli sui cittadini, andrebbe a premiare quelle realtà che, per non rischiare di sforare i parametri indicati, dovessero deliberatamente decidere di ridurre la somministrazione di tamponi.”

n.p

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Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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