Legge di Bilancio 2021: l’iter rallentato da oltre 900 emendamenti

16.12.2020 – 11.50 – La Legge di Bilancio 2021 approvata dal Consiglio dei Ministri circa un mesa fa è ancora in attesa del voto di fiducia, sia dalla Camera che dal Senato, entro fine anno, per entrare in vigore dal primo gennaio 2021. Nello specifico, il Disegno di legge presentato alla Camera lo scorso 18 novembre prevede una manovra finanziaria per l’anno 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.
In particolare, come già noto, per la manovra finanziaria 2021  sono stati impiegati oltre 38 miliardi euro per misure di sostegno a imprese, welfare, lavoratori, crediti d’imposta per il sud e sgravi speciali per l’occupazione giovanile e femminile. Tra i punti principali:

  • sanità (400 milioni per il vaccino e farmaci anti-covid;  850 milioni per medici e infermieri; 2 milioni per edilizia ospedaliera);
  • lavoro (5 miliardi per finanziare altre 12 settimane di cassa integrazione e blocco licenziamenti prorogato bloccati fino al 31 marzo 2021; decontribuzione per i lavoratori del Mezzogiorno; sgravi contributivi al 100 per cento per assunzione donne e giovani under 35);
  • lavoratori (rifinanziare il taglio del cuneo fiscale che prevede un aumentato fino a 100 euro al mese in busta paga per chi ha reddito non superiore a 40.000 euro);
  • imprese (4 miliardi per un fondo a favore delle imprese più colpite delle restrizioni anti-covid; il credito di imposta per gli investimenti al sud in attività di ricerca per il 2021 e 2022);
  • famiglia (3 miliardi per l’assegno unico per i figli – che inizierà da luglio 2021).

L’iter di votazione ha visto tuttavia un rallentamento, con oltre 900 emendamenti presentati che potrebbero cambiare il testo della manovra finanziaria 2021. Come riporta theitaliantimes, tra le principali proposte troviamo:

  • gli aiuti alle Partite Iva, categoria più trascurata rispetto ai lavoratori dipendenti;
  • la reintroduzione degli incentivi all’acquisto di auto nuove;
  • l’aiuto con voucher fino a 500 euro mensile per le neomamme che rientrano al lavoro, per coprire le spese di baby-sitter e asilo nido.
  • l’estensione del congedo di paternità a 10 giorni o addirittura ad un mese;
  • la previsione di un pacchetto sulle crisi aziendali: estensione dei cosiddetti “scivoli” per favorire le uscite e il ricambio del personale o il cambio generazionale come l’isopensione (per la quale si ipotizza una proroga al 2023) e i contratti d’espansione per allentare gli effetti dei blocco licenziamenti;
  • la proroga del superbonus 110 per cento ed emendamenti per potenzialo.

Si ipotizza che dopo la votazione degli emendamenti in commissione di Bilancio alla Camera, questa settimana potrebbe essere quella giusta (almeno entro il 18 dicembre o nel weekend) per passare al voto con fiducia della Camera e successivamente mandare il testo in esame al Senato. L’obiettivo è quello di concludere i lavori entro la pausa natalizia ma non si escludono slittamenti in termini di tempistiche. Tuttavia, rimane comunque sul tavolo l’ipotesi di voto tra Natale e Capodanno.

c.a