28.12.2020 – 08.23 – Se, fino a qualche tempo fa, i droni venivano impiegati esclusivamente in ambito militare, oggi sono macchinari più che utilizzati in tanti ambiti diversi: da quello delle riprese a quello delle video-ispezioni. Si consideri, in tal senso, l’abitudine sempre più diffusa da parte delle aziende di affidarsi a questi strumenti per la sorveglianza di depositi e altre strutture contenenti strumentazione di valore. Esistono poi alcune operazioni piuttosto specifiche, che sfruttano al meglio sia la capacità di spostamento di un mezzo di questo tipo, sia la possibilità di dotarlo di videocamere ad alta risoluzione.
È il caso della fotogrammetria tramite droni, una particolare tecnica di rilevamento dei terreni, che permette di ricavare dati utili relativi alla sua planimetria ed alla sua altimetria. Grazie ad un aereo, un satellite o, appunto, un drone, si scattano riprese e fotografie del terreno in questione, traducendo i dati immortalati in numeri e proiezioni.
Droni specifici per fotogrammetria. Il passaggio della fotogrammetria da satelliti ed aerei a droni consente, come è facile intuire, di rendere ogni operazione decisamente più agevole. I veicoli a pilotaggio remoto hanno infatti la possibilità di volare anche negli spazi più angusti ed il controllo in tempo reale consente di modificare le riprese a proprio piacimento in corso d’opera.
Detto ciò, non tutti i droni possono essere utilizzati per la fotogrammetria: innanzitutto servono dei modelli che sappiano volare seguendo rigorosamente delle rotte pianificate attraverso software.
Dopodiché, servono delle macchine capaci di scattare in risoluzione altissima, oltre che seguendo tutta una serie di logiche e specifiche. Il risultato di questo mix di elementi è semplicemente stupefacente: un drone con questo tipo di caratteristiche potrà infatti effettuare rilevamenti anche a quote di volo molto, molto basse, andando a ridurre i tempi operativi in maniera davvero considerevole.
Dalle riprese alle mappe 3d. Un altro aspetto da prendere in analisi è quello relativo al prodotto finito, ovvero a ciò che accade dopo che il drone ha effettuato le sue riprese. Durante il volo vengono scattate tantissime foto, apparentemente molto simili l’una con l’altra: in tal senso si consideri che, durante una fotogrammetria, due foto consecutive devono essere praticamente “sovrapponibili” per buona parte dell’area immortalata. È proprio grazie alla sovrapposizione di foto che si passerà da una carrellata ad una mappa tridimensionale: il rilievo aerofotogrammetrico verrà infatti tradotto in modelli di superficie, in immagini geospaziali corrette, mappe di contorno, planimetrie, rilievi volumetrici e in caso in modelli tridimensionali di edifici.
Il leader della fotogrammetria con drone. Leggendo questa breve guida appare chiaro quanto la fotogrammetria con drone sia una pratica complessa. Viene da sé che chiunque abbia bisogno di questo tipo di servizio deve scegliere con molta attenzione il partner a cui rivolgersi.
Da questo punto di vista, Overfly.me è una vera e propria eccellenza italiana: un’azienda nata nel 2014, non appena il nostro paese decise di regolamentare il mondo dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (anche noti come SAPR).
Overfly.me è il collaboratore perfetto cui chiedere la realizzazione di riprese o addirittura la realizzazione di droni su misura. La flotta del team ha viaggiato in lungo e in largo per il nostro paese, compiendo le operazioni più diverse: si va dalle riprese delle Dolomiti a quelle della laguna di Venezia; dal volo sulle cime dell’Etna alla fotogrammetria delle aree urbane di Milano.
Ultimo, ma non meno importante, con Overfy.me ci si tutela sia dal punto di vista tecnico che da quello burocratico: sarà infatti premura del team ottenere tutte le licenze necessarie, contattando prefetture, enti ed authorities coinvolte.
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